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La NASA lancia in beta la sua piattaforma di cloud computing chiamata NEBULA, una piattaforma che integra un set di componenti open-source in una unica piattaforma self-service.

Dal diagramma della architettura si notano elementi database come MySQL Cluster, soluzione di storage network clustering quali il Lustre File System, elementi del sistema di cloud Eucalyptus, Trac, SubVersion, il sistema di messagging queue RabbitMQ, linguaggi come Python, Java, il sistema di indicizzazione e ricerca SOLR ed altri.

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La piattaforma destinata alla ricerca scientifica, è in beta limited e cercano beta tester “Computonauti” tra scienziati, per raffinare algoritmi o fare analisi, il tutto per supportare la serendipità, cioè quel neologismo indicante la sensazione di una improvvisa scoperta quando la ricerca cerca tutt’altro.

Occorre sottolineare che questo primo datacenter è sito all’ Ames Research Center, nell’ Ames Internet Exchange (AIX), uno dei nodi originali di internet

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