Il 2 febbraio 2011, a distanza di poco più di un anno dall’ultima bozza, il NIST, National Institute of Standards and Technology, ci dona qualche novità. Pubblica una nuova bozza (Special Publication 800-145 gennaio 2011 di Tim Grance e Peter Mell), un documento di linee guida sulla security e privacy nel public cloud (Special Publication 800-144 gennaio 2011 di Tim Grance e Wayne Jansen) ed apre una piattaforma di collaborazione online sul Cloud Computing, NIST Cloud Computing Collaboration Site che ingloba le seguenti sezioni su cui è possibile collaborare :

  • Business Use Cases,
  • Reference Architecture and Taxonomy,
  • Standards Roadmap,
  • Standards Acceleration to Jumpstart the Adoption of Cloud Computing (SAJACC),
  • Cloud Security.

Non ci sono sostanziali differenze tra la definizione v.15 del 7 ottobre 2009 e questa, solo qualche aggiusto nel testo,  ma entrando nella collabaration site si nota come c’è stata attività nel NIST intorno al Cloud Computing, ci sono 2 workshops uno a maggio e l’altro a novembre 2010, ed in programma c’è n’è uno per aprile 2011.

Proprio nel documento Standards Acceleration to JumpstartAdoption of Cloud Computing (SAJACC), presentato al workshop di maggio 2010, troviamo un punto che andrebbe ridiscusso …. ecco di seguito la slide incriminata:

Cosa mostra di particolare questa slide ? Dei 3 livelli di servizio, soltanto l’ IaaS prevede l’hypervisor, ciò significa che sia il PaaS che il SaaS possono essere realizzati senza una infrastruttura virtualizzata. Questo si ricollega all’evento da noi promosso quando GreenPeace pubblicò il documento condanna del Cloud Computing quale contributo all’aumento di richiesta energetica ed inquinamento. Tra le nostre slide pubblicammo la seguente:

Che illustra come una mancanza di obbligo di determinati accorgimenti di risparmio energetico nei datacenter possa trasformare il Cloud Computing in uno spreco di risorse.

E’ nostra intenzione cercare di interagire con il NIST attraverso la piattaforma di collaborazione per discutere nel merito dei rischi ambientali di questo punto fondamentale.

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