Il proliferare dei datacenter, del numero di servers sotto-utilizzati, delle lungaggini e complessità nel disegnare ed implementare un’ infrastruttura multi-tier affidabile e scalabile, le necessità delle aziende di non volersi preoccupare più dell’infrastruttura, di non voler piu’ tenere “in casa” sistemisti ed architetti utili solo in determinati momenti, stanno sviluppando finalmente le dinamiche logiche dei servizi “on-Demand”, ma stanno anche creando “chiasso” attorno ai termini “Cloud Computing” e “Virtualizzazione”, si coniano nuovi termini per spiegare servizi già esistenti.

Gli enormi investimenti ed il velocissimo sviluppo del settore stanno creando paura ed esitazione nelle imprese che non sanno più a chi rivolgersi, in un periodo di crisi economica nel quale si dovrebbe approfittare del vantaggio del paradigma “pay x use” per innovare e per svilupparsi a livello globale.

Cisco vuole entrare nel mercato server proponendo un sistema blade accompagnato da un sistema di network basato su FCoE (Fibre Channel over Ethernet), che costituisce un completo ed espandibile datacenter ( Unified Computing System )

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Dove un sistema, UCS Manager, controlla il workload delle lame  distribuendo dinamicamente il carico e le risorse.

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Cisco collabora in questo progetto con VMware ed EMC per creare un unico prodotto il Datacenter del futuro proponendola come una rivoluzione.

Ma dove sono le vere novità?

I blade HP che montano da tempo il modulo Virtual Connect forniscono isolamento dalle complesse problematiche del network.

Ancor prima Egenera con i BladeFrame coniò il termine PAN (processig area network) mediante una architettura ed un software proprietario isola completamente le complessità di un datacenter semplicemente collegando una PAN ad una SAN e null’altro.

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Xsigo System già da tempo ha affrontato le tematiche del Virtual I/O. Mediante il prodotto Xsigo I/O Director consolida tutta l’infrastruttura del network di un datacenter utilizzando le formidabili tecnologie Infiniband estremamente performanti e con bassissima latency.

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Questo sistema addirittura si integra con l’allora Virtual Center (ora vCenter) di VMware

Cisco ha risposto solo recentemente con gli ottimi switch Nexus

SUN propone un approccio open verso il Cloud Computing, proponendo molteplici tecnologie open tutte integrate e gestibili mediante delle API appartenenti ad un progetto ancora in beta kenai, questo dopo aver acquisito Q-Layer che aveva un prodotto completo dall’ hypervisor al server storage, tutto commodity server per creare un datacenter virtuale cloud oriented.

VMware e Citrix si battono sui tempi per arrivare a definire il loro virtual data center cloud oriented.

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VMware con il datacenterOS e Citrix con il Citrix Cloud Center o meglio C3

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Dove qui notiamo un approccio Servers Centrico a differenza dei sistemi finora discussi che sono Network Centrici

Sono sempre esistiti software di controllo dell’hardware, dei sistemi operativi e dei servizi, sono appronditissimi i software di gestione di grossi parchi macchine, esistono standards vecchissimi per catturare informazioni dall’ hardware o dal software (vedi ad esempio l’ SNMP, WBEM/CIM , DMTF), la gestione degli eventi, molti di questi software estremamente complessi, o proprietari o a corredo dell’ hardware.

Pertanto le grosse novità che questo “chiasso” hanno realmente portato, sono lo sviluppo degli hypervisor, la semplicità nella gestione degli eventi legati alle virtual machine ed alle risorse hardware, lo sviluppo di semplici interfacce di programmazione mediante classi ed oggetti legati alle VM o all’hardware, il feroce consolidamento dei server, degli apparati di network con i relativi cavi ed il consolidamento degli storage.

Ma la vera grande novità di cui cisco ne porta sicuramente la ownership è il protocollo FCoE (Fibre Channel over Ethernet) capace di incapsulare i frames Fibre Channel nei frames Ethernet consentendo cosi di continuare ad utilizzare gli apparati SAN nei consolidati switch ethernet e prendendo gradualmente il posto delle tecnologie Fibre Channel che saranno sempre più relegate alle connettività geografiche.

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