Amazon Web Services continua a stupire con novità di spessore. Registriamo almeno 4 novità al mese, tra nuove features, nuovi servizi, riduzioni di costi dei servizi, o ampliamenti geografici dei datacenter di amazon.

Da marzo nel solo settore dei costi dei suoi servizi ha pubblicato diverse novità:

  • riduzione dal 10% al 42% del costo delle reserved instances su EC2,RDS,ElastiCache, 19esimo annuncio di riduzione dei costi unilaterale da AWS
  • la funzionalità di attivare degli allarmi sul billing, per essere avvisati sul superamento di soglie
  • la funzionalità di programmare degli export in csv dei report dei costi
  • la possibilità di utilizzare le spot instances nell’autoscalabilità e nel cloudformation

Già con le reserved instances il costo del computing può essere ridotto fino al 71% del costo nominale onDemand, ora con l’uso delle spot instances si ha la possibilità di ridurre sostanzialmente i costi del computing derivanti dai sistemi autoscalabili.

Purtroppo per noi, questa novità, se da un lato conferma la nostra conoscenza e percezione del mercato e delle sue esigenze, dall’altro ci obbliga a cancellare e modificare alcuni nostri piani di business relativamente ad alcuni servizi a valore aggiunto che avevamo in programma di rilasciare ai nostri clienti nel brevissimo periodo. Nel particolare avevamo progettato da più di un anno la sostituzione delle spot instances nel sistema attuale di scalabilità di AWS e lo stavamo integrando nelle interfacce di semplificazione per i clienti.

Con questi approcci AWS si pone molto competitiva e conveniente rispetto i competitor ed inizia ad avvicinarsi anche al mercato “economico” costituito dai classici hosting provider o vps hosting.

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