Stiamo leggendo in questi ultimi giorni di fine anno ed i primi del nuovo anno numerosi articoli di previsioni economiche e di sviluppo del cloud computing per il nuovo anno, nuovamente il 2013 come ormai da due anni circa (in Italia) dovrebbe essere l’anno di affermazione del Cloud Computing.

Alcune grosse firme dichiarano che il Cloud ormai è sulla vetta; si dice che creerà milioni di nuovi posti di lavoro (IDC), che le imprese del mondo sono in cerca di figure professionali con skill sul Cloud, qui magari una rilettura di un nostro pezzo può giovare.

Si parla di un mercato di sempre più grosse cifre, ormai cifre determinanti per le economie dei paesi, secondo noi occorre però considerare che sarà il mondo business a trainare lo sviluppo del Cloud Pubblico, mentre i dipartimenti IT saranno il traino del mondo Cloud Privato.

Alcuni articoli cercano di predire quali saranno le aree di sviluppo del Cloud Computing, proviamo anche noi a fare delle previsioni.

  • Crescita dei fornitori orientati agli utenti, in questo caso si intende il mercato cloud tipo dropbox, ibox, icloud, sugarsync e molti altri sistemi di storage online orientati al consumer in modalità sincronizzazione con i device mobili e desktop e con feature di sharing.
  • Una crescita dell’utilizzo dei Cloud Pubblici IaaS da parte delle grandi imprese, però solo come piccoli progetti di testing o strategici e temporanei per determinati lanci di marketing programmati.
  • Maggiore affermazione e crescita degli standard tipo CloudStack, OpenStack e di tutti coloro che come provider utilizzeranno queste tecnologie, vedi HP IBM
  • Intersezione di BigData e Cloud Iaas in qualche offerta PaaS, ad esempio il recente RedShift di AWS che in associazione con il loro partner Jaspersoft forniscono una soluzione chiavi in mano di tutto rispetto.
  • Crescita del Cloud Ibrido, soprattutto in Italia, il riutilizzo dell’installato HW in sempre più forte integrazione automatica con le grandi Cloud Pubbliche. Qui gli attuali player come Eucalyptus, Nebula, CloudScaling, VMware la faranno da padroni.
  • Il confine tra IaaS e PaaS sarà sempre più lieve e le piattaforme PaaS saranno sempre più orientate al mondo mobile per consentire un facile sviluppo e deploy di apps su device mobile in completa integrazione con dati e servizi in rete.
  • Sicurezza Governance e Privacy, saranno bersagliate continuamente, gli studi legali più visionari stanno già attrezzandosi per aiutare le imprese e le PA. La commissione Europea con la European Cloud Partnership sta progettando e pianificando una maggiore presenza del vecchio continente in questo mercato troppo US centrico.
  • Il Cloud godrà presto delle SDN, Software Defined Network, una ulteriore astrazione software dello strato di network, sempre più verso la completa virtualizzazione del network. Una tecnologia che ha come cuore chiave OpenFlow. Lo sviluppo delle SDN porterà enormi vantaggi a chi deve amministrare i datacenter riducendo le complessità, ma allo stesso tempo aprirà nuove inimmaginabili frontiere, che solo i più skillati networker possono immaginare. Ad esempio per chi conosce i Distribuited Switch di vmware, immaginate di vedere uno stesso vSwitch ditribuito tra diverse sedi lontane, immaginate quali semplificazioni per le migrazioni a caldo di virtual machine tra due region differenti.
  • Ormai il confine tra sistemisti e sviluppatori deve necessariamente ridursi, il Cloud Pubblico riduce gli spazi di manovra ai sistemisti hardweristi, ma consente nuove specializzazioni e crescita di know how alle due figure. Le università dovranno forgiare nuovi ingegneri più preparati su networking, su storage, su servizi distribuiti. A breve dovranno considerare nuovi linguaggi di programmazione per sviluppare in Cloud, come ad esempio intende fare il progetto PACE finanziato dal Consiglio Europeo della Ricerca (“Programming abstractions for applications in cloud environments”).
  • Ci aspettiamo uno sviluppo del tema della Interoperabilità tra Cloud Provider, qui sarà importante la standardizzazione del Cloud. Rendere semplice la migrazione delle istanze virtuali, e dei dati depositati nei grandi sistemi di storage dati, questo aprirà la competizione e nuove logiche di high availability o di brokering dinamici.
  • Il GreenIT, tema a noi molto caro, si sta già focalizzando molto sui cuori pulsanti del Cloud, i Datacenter, qui la virtualizzazione, il raffreddamento, ed il Power Management automatico dei sistemi saranno le variabili chiave per un buon efficientamento energetico. Il Power Management dovrà vedere nuovi algoritmi che però dovranno considerare due aspetti finora non considerati, i valori di consumo della risorsa fisica devono essere legati alla natura delle applicazioni ed a logiche di apprendimento e di previsione del carico. Ad esempio esistono già oggi strumenti di monitoraggio dei sistemi che memorizzano il carico di un servizio/sistema ed allarmano gli operatori se un dato servizio/sistema non risulta sovraccarico similarmente ad uno stesso precedente periodo, tipo il giorno precedente, segnalandola come una anomalia che può far intendere un qualche guasto o malfunzionamento.
  • Occorre una maggiore responsabilità e penali chiare e di livello internazionale per i Cloud Provider Pubblici, non è più consentito il down di un servizio di un datacenter, non è plausibile che una tempesta o un malfunzionamento di un servizio metta a rischio un intero datacenter, la ridondanza deve essere una feature garantita di default e specificata nei contratti, il cliente deve poter scegliere invece una affidabilità inferiore per risparmiare. I Cloud Provider dovranno essere più trasparenti relativamente alle tecnologie sw/hw usate per offrire i loro servizi. Spesso certi servizi si basano su progetti sviluppati internamente, costituendo cosi una proprietà intellettuale ed un vantaggio competitivo che non può essere resa nota, ma dovendo questi servizi essere usati da clienti, sapere come sono stati architettati, che apparati sono utilizzati, che manutenzione viene fatta, quali testi di carico, etc, può aumentare la fiducia del cliente.
  • Ruolo chiave nello sviluppo dell’adozione del Cloud Computing saranno i marketplace, qui per apps si intendono sistemi preconfigurati e preinstallati di determinati progetti opensource (in generale) con piani di assistenza minimi. Il cliente può benissimo essere un non esperto che deve semplicemente creare il proprio account sul provider e scegliere la tale apps di suo interesse. Molto interessante anche per i professionisti che possono cosi risparmiare tempo e fornire ai clienti delle soluzioni chiavi in mano.