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Apple e Google: è un matrimonio che s’ha da fare? Impazza sui quotidiani e i siti d’informazione specializzata di tutto il mondo, dall’internazionale Financial Times al più “casalingo” Sole 24 Ore, la notizia che Apple avrebbe affidato parte dei suoi servizi di iCloud, cioè servizi di cloud storage, al colosso di Mountain View.

Secondo le ultime indiscrezioni, infatti, dopo aver soffiato ad Amazon Web Services un cliente come Spotify, Google avrebbe siglato con Apple un accordo per ospitare sulla sua rete parte dei servizi iCloud.

Per il motore di ricerca più famoso del mondo sarebbe un grande passo avanti in un mercato in cui non è leader ma sta alle spalle di Amazon e Microsoft Azure, anch’essa sfruttata da Apple.

Quale sarebbe il motivo di questo switch? Ridurre di circa la metà gli oneri per l’affitto dei server del gigante dell’e-commerce che, stando alle stime degli analisti di Mongan Stanley, si aggirerebbero intorno al miliardo di dollari l’anno. Google Cloud Platform, al contrario di AWS, si accontenterebbe di una cifra che oscilla dai 400 ai 600 milioni di dollari.

Ma davvero i servizi di cloud storage di Google sono meno cari rispetto a quelli di Amazon? Si potrebbe calcolare orientativamente il prezzo in base al traffico di GB utilizzando il prezzario standard. Mentre con AWS per ogni GB entro il primo TB del mese la cifra è di 0,0300$ (cifra che va a calare all’aumentare del traffico superato il primo TB)(figura 1), con i servizi Cloud Google è invece di 0,026 al GB (figura 2).

1(figura 1)

2(figura 2)

Bisogna sottolineare, però, che questi prezzi non tengono conto dei forti sconti che AWS applica ai clienti le cui richieste non si riferiscono a volumi di traffico standard. Questa corsa al ribasso non è una novità. E’ fatto noto che i colossi del cloud sono soliti, di tanto in tanto, abbassare i prezzi  combattendo una “guerra” che ha tra i suoi obiettivi quello di convincere sempre più gente a usare il cloud pubblico.

Ma siamo proprio sicuri che i servizi di iCloud di Apple utilizzino Amazon Web Services quando Apple possiede dei data center? Anche questo è un interrogativo interessante considerando che la compagnia sta espandendo le sue infrastrutture di data center al fine di sopportare i suoi attuali e futuri servizi internet e cloud. Basti pensare che il 31 luglio del 2009 Apple ha pagato circa 3,5 milioni di dollari per acquisire 255 acri di terra vicino Startown road e Route 321. Infatti, la costruzione del data center è iniziata nel settembre 2009 completando la costruzione in circa un anno.

Ma non è finita qua. Secondo Bloomberg, Apple spenderà circa 3,9 miliardi di dollari per la costruzione di data center in Arizona, Irlanda e Danimarca e sta investendo nella costruzione di linee in fibra ottica ad alta velocità tra i suoi data center così da incrementare la larghezza di banda.

Attualmente i data center Apple usano prevalentemente un equipaggiamento “off-the-shelf”: server HP, Cisco switch e storage NetApp. E’ evidente, quindi, che Apple sta progettando la propria infrastruttura con lo scopo di aumentare la  propria efficienza e ridurre i costi.

Pertanto, se è dimostrato che Apple possiede dei propri data center qual è il motivo per cui dovrebbe affidare parte dei suoi servizi cloud a Google? E se si trattasse di una manovra della concorrenza per scalzare ad AWS la leadership indiscussa sul mercato?