Notizia di pochi giorni fa è la possibilità che Amazon Web Service acquisterebbe tre centrali elettriche dell’Enel per un totale di 300 mega-watt di potenza. L’obiettivo del gruppo americano fondato da Jeff Bezos è costruire delle “server farm” che possano fare da base, non solo per l’Italia, per il ricco business del Cloud pubblico.

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La trattativa è in corso. Le centrali sono già state visitate e Amazon, in particolare, sarebbe interessata a quelle piemontesi, tra cui quella di Trino Vercellese. Ed è per questo che la società potrebbe anche optare per l’acquisto di tre centrali tutte in Piemonte (l’Enel ne ha 23 in cessione sul territorio nazionale). La centrale di Montalto è famosa perché doveva diventare la prima centrale nucleare italiana. A causa, però, del referendum del 1987 in cui l’Italia bocciò il nucleare, la centrale non entrò mai in funzione. In totale, Amazon sarebbe interessata ad acquisire 3 delle 22 ex centrali di Enel oggi in vendita. I siti italiani potrebbero essere usati anche come centri di logistica di e-commerce per il Nord-ovest.

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Da Seattle, dove si trova il quartier generale AWS, dovrebbe arrivare in queste ore il via libera definitivo (o lo stop). La società ha preferito non commentare. Tra le variabili che potrebbero avere un ruolo per avvallare o meno l’investimento ci sarebbe anche quella del vuoto lasciato dal “Safe harbour”, l’accordo che regolava l’utilizzo dei dati di cittadini e aziende europee da parte di società Usa, bloccato nel 2015 dalla Corte di giustizia Ue e poi decaduto. È atteso in questi giorni un “Safe harbour 2“, una pax dei dati tra Bruxelles e Usa che però avrebbe complicazioni legali.

Ma andiamo a delineare con attenzione lo scenario che si prospetta in Europa per quanto riguarda il Cloud Computing.

“Il trend di crescita del nostro Paese appare in linea con quello che gli analisti internazionali fotografano come un fenomeno sempre più pervasivo e inarrestabile a livello globale”, afferma Mariano Corso, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Cloud & ICT as a Service del Politecnico di Milano.

In più, bisogna sottolineare che una media azienda, il cui core business è in rete, può arrivare a pagare milioni di bolletta annuale per la nuvola. Che sia un caso o meno, la stessa Enel, proprio in questi giorni, ha completato la migrazione dei propri dati verso Aws che per ora opera in Europa con dei data center a Francoforte e in Irlanda.

In riferimento al solo Public Cloud, Gartner stima a livello mondiale una crescita per il 2016 di poco meno del 26%, per un valore complessivo di 64,7 miliardi di dollari.

In un orizzonte temporale più ampio, IDC stima che il mercato Public Cloud passerà dai 70 miliardi di dollari del 2015 a più di 141 miliardi di dollari nel 2019, con un tasso di crescita composito del 19,4%.

Segnali confortanti per l’Italia arrivano anche dal recente studio Global Cloud Computing Scorecard di BSA – The Software Alliance che, nell’evidenziare alcuni passi in avanti fatti dal nostro Paese nella creazione dei presupposti per lo sviluppo del Cloud, colloca l’Italia all’ottavo posto a livello mondiale, due posizioni più in alto rispetto al precedente studio del 2013.

Stando a questi dati, l’investimento di Amazon in Italia è una manovra assolutamente positiva nonostante il fisco italiano strangoli le imprese, anche quelle estere.

 

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