Era febbraio 1996 quando per la prima volta con Game Boy si poteva lanciare la sfera e catturare Pikatchu e compagni.

No, non siamo pazzi, stiamo parlando proprio dei Pokemon. A quel tempo nemmeno Satoshi Tajiri, l’inventore, avrebbe mai immaginato di rivedere le sue creature, a vent’anni di distanza, all’interno di un’applicazione per smartphone capace di abbattere tutti i record.

Cos’è?

Pokemon Go è un videogioco che consente di trovare simpatiche creature in giro per la città, fra le strade che percorriamo abitualmente, nelle piazze, nei parchi, davanti alle chiese. Per vederli basta puntare la fotocamera dello smartphone nel mondo reale come fosse una lente di ingrandimento. Ed è subito Pokemon mania.

Attualmente l’app è stata distribuita negli Stati Uniti, Australia e Giappone mentre in Italia approderà giorno 15 luglio. La notizia, però, è che dopo sole 13 ore dal rilascio, il gioco è arrivato al numero uno della classifica delle app più scaricate per iPhone. Ma non solo. Ha già scavalcato Tinder e Twitter per numero di download e ha persino superato il porno per numero di ricerche su Google. Basti pensare che dall’account ufficiale di YouPorn è arrivato il tweet di congratulazioni a NintendoAmerica.

xxx

Problemi con i Server.

Nelle ultime 24 ore il traffico di rete è stato talmente intenso al punto da saturare completamente i server che non sono riusciti a ottemperare alle richieste di un pubblico sempre più affamato di sfide. Regno Unito e Paesi Bassi, in particolare, hanno momentaneamente messo in pausa i server. Non è raro il verificarsi di un tale evento dettato soprattutto dalla novità del momento e dalla voglia di provare una nuova esperienza di gioco.

L’ironia di Amazon Web Service.

Intanto Werner Vogels, CTO di Amazon Web Service, su Twitter si è offerto di offrire supporto attraverso un Cloud hosting che consenta di mantenere e garantire la disponibilità del prodotto indipendentemente dal livello di traffico di rete. Tutto questo senza evitare pungenti sarcasmi. Pokemon Go, infatti, è ospitata sulla nuvola di Google. Così il CTO di AWS, mentre si trovava a Cape Town per l’AWS Summit, ha cinguettato tagliente: “Amici di NianticLabs, per favore, fateci sapere se vi possiamo aiutare”.

www

Una volta risolto il problema, su Twitter, Vogels ha continuato: “Grazie NianaticLabs per aver risolto i problemi ai server di pokemon go, ma no, non salterò dalle montagne di Cape Town”.

Cattura

Anche in questa circostanza AWS dimostra come il Cloud Computing garantisca scalabilità, performance e costi ridotti per le aziende che mirano all’affidabilità dei propri sistemi e a garantire la disponibilità del prodotto. 

La realtà aumentata diventa mainstream. 

Precisiamo subito che questa non è una semplice riedizione di un gioco che ha appassionato una generazione, c’è dell’altro. Ad esempio la scelta di sfruttare la realtà aumentata come ambientazione del gioco.

Già in passato c’è chi ha provato a cimentarsi in applicazioni capaci di mischiare il virtuale con il reale. La stessa Niantic (start up interna di Google) aveva sviluppato Ingress, un gioco basato sulla ricerca di obiettivi geolocalizzati. Mai, però, prima di Pokemon Go, si era visto questo modello di interazione utilizzato in un modo così intuitivo, semplice e leggero.

Ora però “Gotta catch ‘em all“!

 

Share This