Un mercato che vale 566 miliardi di euro di vendite online B2C e conta 320 milioni di web shopper: stiamo parlando dell’eCommerce in Cina. Il mercato cinese è diventato sempre più attrattivo sia per i colossi del commercio che per le piccole e medie imprese italiane. Basti pensare che una delle maggiori piattaforme online cinesi ha circa 500 milioni di iscritti, 60 milioni di visite al giorno, 48.000 prodotti venduti ogni minuto e 1,47 milioni di negozi online.

Ma non solo. Bisogna anche considerare che gli utenti internet in Cina sono 735 milioni. Questi sono numeri che fanno impallidire le piccole e medie imprese italiane ma anche i big. Era il 2012 quando l’Asia Cloud Computing Association poneva la Cina al decimo posto tra le nazioni dell’Asia Pacifica per le opportunità di sviluppo del Cloud. Oggi la situazione è drasticamente cambiata. Sono gli stessi cloud provider che, avendo compreso le infinite opportunità di un serbatoio di utenti potenziali così sviluppato, stanno rafforzando la propria presenza sul territorio con le proprio offerte. Ecco, quindi, le istruzioni per l’uso: 

  1. Quadro legale. La questione legale per chi vuole aprire un eCommerce in Cina è parecchio complessa dal punto di vista della regolamentazione e soprattutto dell’incertezza legislativa locale. Se il sito si trova proprio in Cina, l’azienda straniera dovrà costituire una società commerciale di diritto cinese il cui oggetto sociale deve comprendere la vendita online. Tutti i siti Internet costituiti in Cina inoltre devono avere la licenza Internet Content Provider (ICP), rilasciata dal Ministry of Industry and Information Technology. Nel caso di vendite dirette tramite siti o piattaforme non cinesi, è obbligatorio accettare il pagamento attraverso carte di credito emesse dai circuiti bancari cinesi o Alipay e garantire un’assistenza post-vendita. La licenza ICP non è richiesta.
  2. La licenza. Come primo passo per avviare un’attività di eCommerce in Cina occorre una licenza per il business.
    Amazon web services, per esempio, offre l’opportunità di registrarsi sul portale specifico di Aws per la region Cinese. I programmi di partnership di AWS sono stati ideati per supportare i modelli di business dei membri di APN fornendo loro maggiori visibilità e supporto da parte dei team per i partner di AWS.
    IBM ha presentato lancio del servizio SmartCloud Enterprise + in collaborazione con 21Vianet (un neutral-carrier locale), lo stesso provider che garantisce a Microsoft una partnership dedicata per la distribuzione di Windows Azure e Office 365Google Cloud non possiede invece un piano di business per chi vuole fare affari in Cina. E’ difficile competere con Aws. In alternativa ai più famosi provider occidentali si può pensare di prendere in considerazione anche il Cloud nazionale: Alibaba Cloud.
  3. Sistemi di pagamento. In Cina ci sono tre categorie di fornitori di servizi di ePayment: emittenti di carte di credito, banche e compagnie terze, comunemente chiamate third party che sono le preferite dai consumatori cinesi e dominano il mobile payment. Le Thurd Party offrono strumenti di pagamento alternativi, la principale è Alipay del gruppo Alibaba, seguita da TenPay del Gruppo Tencent.
  4. Copyright. Per quanto riguarda la tutela della proprietà intellettuale è sempre consigliabile registrare il proprio marchio secondo le modalità indicate dalla legge del Paese di provenienza dell’azienda.
  5. GreatFirewall. Il GreatFirewall cinese blocca tutto il traffico criptato, quindi dall’esterno non è possibile accedere alla rete cinese usando protocolli tipo https, potrebbe funzionare qualche giorno per poi essere bannato.
  6. Il dominio. Registrare un dominio .cn fuori dalla Cina non è una cosa conveniente e non lo è nemmeno usare logiche di redirect identificandone la provenienza. Il motivo è il verificarsi di casi in cui, in Cina, vengono modificati i record DNS causando dei DDoS “utilizzando ” i circa 735 milioni di utenti Internet e rediregendoli su siti che non possono sopportarli.
  7. Virtual Private Cloud. Non è possibile connettere direttamente la Virtual Private Cloud nella region cinese con le Virtual Private Cloud nelle altre region, come ad esempio l’Europa. Per farlo, però, occorre passare attraverso un provider che consente di interconnettere le VPC e quindi accessi SSH ai sistemi in Cina. L’eCommerce dovrà essere gestito attraverso due provider che sono sinnet o aryaka. Così, importazioni, esportazioni di prodotti, ordini, o altro, devono avvenire tramite queste connessioni.
  8. Soluzioni asincrone. Non è conveniente sviluppare architetture con database in sincronizzazione, in quanto lags e latenze sono alti con un tale Great Firewall, oltre a probabili strozzature di banda in ingresso ed uscita dalla rete cinese. 
  9. Fuso orarioNel caso di infrastrutture implementate nella region cinese, occorre considerare il fuso orario portando avanti o indietro le lancette dell’orologio a seconda del Paese di provenienza dell’azienda che ha intenzione di ampliare il proprio business.  
  10. La logistica. La logistica è un aspetto fondamentale per coloro i quali volessero approcciare al mercato cinese. Il costo potrebbe essere molto elevato data l’ampiezza del territorio. Vi sono società di logistica specializzate nel trasporto sul territorio cinese di determinati prodotti.

 

È fondamentale che le aziende siano informate sulle regole relative ai modelli di sviluppo tramite e-commerce in Cina e in particolare siano a conoscenza degli strumenti ed accorgimenti per poter sfruttare in modo completo il mercato. Da qualche anno, ormai, i nostri clienti che hanno deciso di allargare il proprio business alla Cina si affidano al Cloud di Amazon Web Services che offre un servizio ormai consolidato da anni di esperienza sul territorio.

La tua infrastruttura Cloud è pronta per la Cina?

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