Internet of things, intelligenza artificiale, blockchain, cloud, stampa 3d, cyber security, quale sarà l’impatto delle nuove tecnologie e dei nuovi modelli di business sul nostro ecosistema economico e sociale?

Lunedì 5 marzo all’Università Federico II di Napoli si è provato a dare delle risposte all’annosa questione.

Si è tenuta la prima lezione del corso di “Economia e Organizzazione Aziendale”, per gli studenti della magistrale di ingegneria informatica. Il professor Valerio Teta ha strutturato la lezione sotto forma di evento aperto, invitando i protagonisti locali coinvolti sul fronte della trasformazione digitale. Il corso, il cui tema introduttivo era “Economia, Impresa e Società al tempo dell’industria 4.0”, ha visto la partecipazione di:

Luigi Bianco, Federmanager Commissione industria 4.0
“L’interpretazione di Federmanager – nuovi ruoli nuove responsabilità del Manager nell’impresa digitale”

Fabio Cecaro, Amministratore Delegato di VMEngine S.r.l.
“Stato dell’arte e prospettive del Cloud di prodotto nel contesto Industria 4.0”

Francesco Castagna, Amministratore Delegato della SMS Engineering S.r.l.
“IoT/Cybersec come tecnologie abilitanti per l’integrazione dei sistemi da proporre al mercato o in alternativa soluzioni integrate di supply chain/logistica per l’impresa 4.0”

Giovanni Esposito, Ordine degli Ingegneri della Provincia di Napoli
“L’interpretazione dell’Ordine – i compiti delle Commissioni per lo sviluppo di conoscenze e competenze del professionista”

Antonio Chello, Amministratore Delegato della bit4id S.r.l.
“La partecipazione al programma europeo Elite di supporto alle PMI per i percorsi di crescita e l’accesso al mondo della Borsa”

Bruno Esposito, Forum della Responsabilità Sociale in Campania
“Interpretazione della responsabilità sociale nell’impresa digitale”

Le presentazioni dei protagonisti sono consultabili qui.

Gli ospiti hanno trattato l’argomento dell’Industria 4.0, dal loro punto di vista. Dal rapido mutamento tecnologico, alla rivoluzione nel mondo della comunicazione e dell’informazione, tutti hanno presentando i possibili scenari dell’economia e della società digitale.

E’ stata dunque un’occasione per gli studenti, ma anche per gli operatori locali, per avere un quadro più largo e di lungo periodo dei cambiamenti dai quali saremo tutti interessati con l’avvento di Industria 4.0.

Non c’è dubbio che le promesse e le premesse sembrano del tutto positive, le “tecnologie abilitanti” offrono miglioramenti indiscutibili su tutti i livelli della filiera produttiva, garantendo un significativo aumento dell’efficienza e dell’automatizzazione nei processi.

Ma su cosa poggeranno tutte queste nuove tecnologie? Qual è la tecnologia abilitante in grado di poter fornire le adeguate infrastrutture per la gestione e successiva elaborazione di una quantità così massiva di dati?

E’ a queste due domande che ha provato a rispondere Fabio Cecaro durante il seminario.

“Il Cloud rappresenta il tessuto connettivo dell’industria 4.0”

Il Cloud viene considerato una delle tecnologie abilitanti all’interno del processo di trasformazione di Industria 4.0; In realtà alla base dell’intelligenza artificiale, dell’ IOT, Blockchain, eccetera, c’è la raccolta e l’elaborazione di una mole di dati mai considerata fino ad ora.

Perciò il Cloud Computing diventa fulcro e non semplice elemento della trasformazione, permettendo alle aziende di ripensare radicalmente e profondamente tutti i processi di digitalizzazione. Il tutto con maggiore flessibilità, elasticità e riduzione dei costi di investimento. Dalla capacità di risposta alle richieste del mercato, al controllo dei costi per arrivare a una completa gestione del ROI.

Di centrale importanza dunque, è la creazione di una strategia Cloud a tutti i livelli, privato e pubblico, piccole e grandi imprese, servizi e prodotti, insomma per qualunque organizzazione sarà necessario pianificare una seria e corretta migrazione verso le diverse forme, a seconda delle necessità, di servizi Cloud Computing.

 

 

Le più grandi organizzazioni private, grandi imprese e multinazionali, si stanno adeguando da tempo a questo epocale cambiamento a cui lo sviluppo tecnologico ci ha messo di fronte. L’unione Europea ha varato il General Data Protection Regulation (GDPR-Regolamento UE 2016/679) che tende a rafforzare e rendere più omogenea la protezione dei dati personali di cittadini e dei residenti nell’Unione Europea, sia all’interno che all’esterno dei confini territoriali. Il testo, pubblicato su Gazzetta Ufficiale Europea il 4 maggio 2016 ed entrato in vigore il 25 maggio dello stesso anno, inizierà ad avere efficacia il 25 maggio 2018, costruendo di fatto il perimetro legale all’interno del quale strutturare la propria strategia. La questione è centrale per l’Italia, che è il paese d’Europa e del mondo con il più alto numero di piccole e medie imprese. Come le PMI stanno affrontando e affronteranno questa trasformazione globale? Occorre una visione centrale in grado di mettere il nostro sistema economico in grado di abbracciare e trarre vantaggio da questa nuova rivoluzione industriale.
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