Anche se percorri la terra tutta intera, non imparerai mai tante cose quante ne imparerai dal mare. Non troverai mai pace se non sul mare, che da parte sua non ha mai pace.

Pär Fabian Lagerkvist, premio Nobel per la letteratura 1951

Avete mai sentito parlare di fantastici progetti di riciclo della plastica, idee geniali spesso partorite da poco più che adolescenti o, addirittura, piani di sostenibilità ambientale ultra tecnologici e avveniristici alla Guerre stellari? Sicuramente vi sarete chiesti quanto quelle idee fossero frutto di reali progettazioni e in quale misura l’azienda o la start up avesse investito in piani di marketing, campagne social o in onerosi uffici stampa. In questo articolo, vi parleremo di molti di quei progetti “da non credere” davanti ai quali, ahivòi, sarete costretti a far crollare muri di diffidenza.

I dati. Prima di lasciarci andare al racconto, però, ci sembra necessario snocciolare qualche dato giusto per dotarci degli strumenti necessari per poter affrontare un argomento delicato e complesso come quello del riciclo della plastica. Secondo Plastics Europe, l’associazione dei produttori europei di materie plastiche,  nel 2016, su oltre 27 milioni di tonnellate di rifiuti plastici raccolti, solo il 31% è stato riciclato. Il target della Commissione è il 100% entro il 2030. Questi pochi numeri potrebbero farci, in poco tempo, abbandonare la speranza di un futuro zero waste e 100% ricycled. Ma non è così, le buone notizie ci sono. La situazione del riciclo migliora se si limita l’analisi dei soli imballaggi, che, secondo i dati a disposizione della Commissione europea, costituiscono il 60% dei rifiuti di plastica. Nel 2016 su 16,7 milioni di tonnellate generate di questa tipologia, il 40,9% è andato a riciclo, il 20,3% in discarica e il 38,8% a recupero energetico. Più in particolare, per i rifiuti di imballaggi in plastica, le nuove cifre mostrano che a livello di Unione Europea, su un periodo di dieci anni, il livello di riciclo è aumentato del 79% mentre il conferimento in discarica è diminuito del 43%, portando a un tasso di riciclo globale dell’Ue di oltre il 40% per questo tipo di rifiuti, rispetto al 39,5% del 2014.

E l’Italia? Il Belpaese non se la passa male, distante dai migliori performer ma in linea con gli standard europei e, anzi, leggermente al di sopra. Nel nostro Paese viene destinato al riciclo il 41,1% dei rifiuti di imballaggi in plastica. A fare meglio in Europa sono i Paesi del Nord e del Centro, come Slovenia (63,4%), Repubblica Ceca (61,7%) e Bulgaria. Bene anche Olanda (50,8%), Svezia (49%) e Germania (48,8%).

L’allarme. Come abbiamo più volte accennato, la plastica rappresenta tra l’80 e il 90% dei rifiuti dispersi nell’ambiente marino e costiero. Quello che vediamo galleggiare sulla superficie del mare e arenarsi sulle spiagge però è solo la punta dell’iceberg di un problema ben più complesso. Sui fondali oceanici si trovano infatti oltre 100 milioni di tonnellate di rifiuti. rifiuti che, portati dalle correnti raggiungono anche le aree più remote. A lanciare l’allarme è Legambiente secondo cui a nove anni dal recepimento della Direttiva Europea sulla Strategia Marina l’obiettivo del raggiungimento di ”buono stato ecologico” entro il 2020 è ancora molto lontano. Nel frattempo si sono però intensificati gli studi sul tema che hanno evidenziato, senza ombra di dubbio, che i rifiuti plastici continuano a invadere le spiagge e i mari del Mediterraneo senza risparmiare aree di pregio come quella del Santuario Internazionale per i Mammiferi Marini.

Le idee. 1) Salvare i nostri mari è possibile e spesso le idee messe in campo sono geniali, come quella di SEADS – Sea Defence Solutions la start up italiana, esclusivamente made in italy, che protegge il mare dai rifiuti. Come? Attraverso un sistema innovativo per prevenirne l’arrivo attraverso barriere galleggianti da installare nei fiumi, in grado di reindirizzare i rifiuti solidi e i detriti fluviali verso un bacino di raccolta dove vengono accumulati, prelevati e inviati ad una successiva fase di riciclo. In più, queste barriere comportano poca manutenzione, sono di facile installazione e non impattano sulla portata dei fiumi né ostacolano barche e fauna fluviale. Per quest’idea, Sead ha ricevuto il premio Building a Sustainable Future Award di Rio Mare, in occasione dell’edizione 2018 di Seeds&Chips. The Global Food Innovation Summit.

2) Poi c’è Gr3n, la start up che ha sviluppato un processo innovativo, basato sull’applicazione della tecnologia a microonde che prevede per la prima volta un economicamente efficiente riciclo chimico del polietilene tereftalato, comunemente chiamato PET. Questo nuovo processo può potenzialmente cambiare il modo in cui la plastica viene riciclata a livello mondiale, con un enorme vantaggio finanziario per l’intera l’industria.

Queste due start up, fatte di giovani promettenti e motivati, hanno partecipato all’IH Fellowship on Ocean Cleanup, il primo contest realizzato qualche mese fa e dedicato a progetti d’innovazione per diminuire l’impatto dei rifiuti o dell’inquinamento off-shore, costiero e subacqueo delle acque salate. Gr3n, per esempio, si è aggiudicata un premio da 10.000 euro e un percorso di incubazione in Impact Hub Milano, organizzatore dell’evento insieme con WWF Italia e con il patrocinio della famosa casa di moda Bulgari.

3) Un’altra idea geniale è quella di Green Rail. Si tratta di un’impresa che ha creato una traversa ferroviaria a elevate prestazioni e lunga durata, realizzata con materiali di riciclo come pneumatici e plastica. Un’idea che, lo scorso 14 dicembre, è valsa alla startup una commessa record per 75 milioni di dollari da parte della società statunitense Safepower1. A omaggiare questa idea, semplice e al tempo stesso geniale, è stata una giuria composta da oltre 100 rappresentanti di aziende e investitori che hanno selezionato, tra 100 imprese innovative italiane, le più meritevoli.

Vi abbiamo brevemente raccontato qualche idea messa in campo per la salvaguardia degli oceani perché VMEngine, grazie alla sensibilità del suo CEO Fabio Cecaro che ne impartisce i valori, crede fermamente nel rispetto dell’Ambiente.

Il Cloud Computing, che è il nostro pane quotidiano, è perfettamente in linea con i principi del risparmio energetico e riduzione dell’inquinamento.

La nostra Vision punta da sempre alla tutela dell’ambiente e al miglioramento delle condizioni di vita agendo sulla riduzione degli sprechi e sull’efficientamento dei processi aziendali.

 

 

 

 

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