La battaglia alla plastica monouso sta rapidamente prendendo piede. A entrare nel mirino di multinazionali, catene d’alberghi, navi da crociera e pubbliche amministrazioni sono le cannucce. Basti immaginare che una cannuccia dispersa nell’ambiente impiega 500 anni per distruggersi completamente. Solo in Europa ne consumiamo 36 miliardi. Così, il “cilindro della discordia” è stato messo al bando. A partire dal più antico torneo di tennis del mondo. Già, Wimbledon, un classico dell’estate inglese, non sarebbe lo stesso senza un sorso di Pimm’s. Gin, liquore, menta, frutta e ghiaccio e…cannuccia. Ma quest’anno la bevanda alcolica dell’upper class dovrà per forza a meno. Basti pensare che solo nella scorsa edizione del torneo ne sono state usate 400 mila. La Gran Bretagna ne utilizza 8 miliardi e mezzo l’anno ed è uno dei dieci rifiuti trovati con più frequenza lungo le coste nazionali. E anche i 60 festival musicali indipendenti britannici sono diventati “plastic free” mettendo al bando entro il 2021 cannucce e stoviglie use e getta sotto l’egida del programma “Drastic on Plastic“.

Anche il colosso dei fast food ha iniziato a percorre la strada della sostenibilità. A partire dal prossimo settembre, nel Regno Unito e in Irlanda McDonald’s inizierà a distribuire cannucce di carta nei suoi ristoranti al posto di quelle di plastica. Per ora la società non ha in programma di fare altrettanto in altri paesi, ma ha annunciato di avere avviato test in Francia, Norvegia e negli Stati Uniti. Una scelta coraggiosa se si pensa che solo nel Regno Unito la catena di fast food ne utilizza ogni giorno circa 1,8 milioni.

La guerra alla plastica monouso si continua a combattere anche oltreoceano. La catena alberghiera Hilton, che ha deciso di non utilizzare più cannucce di plastica nei propri alberghi in Europa, Asia ed Africa. Niente più bibite e cocktail serviti con contorno di plastica dunque, piuttosto soluzioni alternative, in carta o materiali facilmente biodegradabili. L’impegno assunto da Hilton prevede l’eliminazione da 650 hotel,di oltre 5 milioni di cannucce di plastica e 20 milioni di bottiglie. Messe in fila le cannucce coprirebbero circa la distanza tra Milano e Napoli.

Dalla terra ferma ci spostiamo alle famose “città galleggianti”. Nel 2019, le 50 navi della flotta Royal Caribbean Cruises Ltd non utilizzeranno più le cannucce di plastica. La scelta riguarda tutti i brand della compagnia – Royal Caribbean International, Celebrity Cruises, Azamara Cruises, TUI Cruises e Pullmantur Cruceros – ed è una tappa di un un ampio programma che prevede una riduzione sostanziale della plastica a bordo.

Anche l’isola di Lampedusa ha deciso di rifiutare l’uso delle cannucce di plastica. Ad aderire alla campagna, lanciata da Marevivo, il comune di Lampedusa, l’area marina protetta Isole Pelagie, Federalberghi Pelagie, Associazioni imprenditori Lampedusa e Consorzio turistico balneare Isole Pelagie. “Siamo molto contenti che Lampedusa sia una delle prime isole a sostenerci, con Marevivo Delegazione Sicilia e le sigle aderenti – ha spiegato Fabio Galluzzo, vice Presidente di Marevivo – è stato possibile ottenere le prime adesioni. Noi, puntiamo soprattutto al coinvolgimento delle isole minori, piccole realtà dove è più semplice sensibilizzare i cittadini e dove la gestione dei rifiuti è particolarmente complessa. La campagna e’ partita dalle isole Eolie”.

La cannuccia, strumento antichissimo, usato per la prima volta dai Sumeri per bere la birra densa e torbida di quell’epoca, brevettata nel 1888 da Marvin Stone, ha le ore contate. Così come vari oggetti in plastica monouso. La Commissione europea ha approvato le nuove norme per contrastare la diffusione dei 10 prodotti di plastica monouso “che più inquinano le spiagge e i mari d’Europa“. Bastoncini perla pulizia delle orecchie, posate, piatti, cannucce, mescolatori per bevande e aste per palloncini, dovranno essere fabbricati esclusivamente con materiali sostenibili. “Di fronte al costante aumento dei rifiuti di plastica negli oceani e nei mari e ai danni che ne conseguono – ha fatto sapere l’esecutivo Ue – la Commissione europea propone nuove norme per i 10 prodotti di plastica monouso che più inquinano le spiagge e i mari d’Europa e per gli attrezzi da pesca perduti e abbandonati. Questi prodotti rappresentano il 70% dei rifiuti marini”.

Noi di VMEngine, grazie al il nostro CEO Fabio Cecaro, siamo orgogliosi di essere i precursori del #plasticfree. Già da tempo abbiamo salutato le bottigliette di plastica per far posto a delle comode borracce lavabili e riutilizzabili. Dopotutto, l’acqua ha lo stesso sapore se bevuta da una fiaschetta in alluminio.

 

 

 

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