Se stessi con un vestito bianco a un matrimonio e arrivasse un pallone infangato, lo stopperei di petto senza pensarci

Diego Armando Maradona

In un caldo pomeriggio d’estate, essere bambini o poco più, ritrovarsi nell’atrio del palazzo con gli amici, indossare la t-shirt del proprio idolo calcistico, dare quattro calci ad un pallone. Sembrano scene fotografiche di un film un po’ datato. Non è così, è una storia che si ripete.

Oggi, così come in passato, i bambini passano i loro pomeriggi a simulare partite di Champions, a sognare di essere stelle del football mondiale. Ma come sentirsi all’altezza di questi sogni? Magari indossando la maglia del proprio idolo. Per esempio, il numero 10 di Maradona, quello di Alessandro Del Piero o di Lionel Messi. Oppure il numero sette di Cristiano Ronaldo, quello che ha fatto letteralmente impazzire i tifosi qualche mese fa registrando un milione e mezzo di magliette vendute nelle sue prime 24 ore bianconere.

L’arrivo del genio portoghese alla Juventus, oltre a suscitare entusiasmi e paure, non consolida solo il business bianconero bensì tutto il movimento del calcio italiano. Perché? Con la presenza di Cristiano Ronaldo, la Serie A è destinata a diventare più appetibile per il mercato estero, ma non solo.

Di quel fascino ne potranno beneficiare tutti i club. Oltre alle ormai famose magliette di CR7 si prevede infatti che la nuova era del calcio italiano potrà portare nuovi estimatori anche per le avversarie della Juventus, con un bacino d’utenza destinato ad alimentare anche il business del merchandising.

Ed è così che i club italiani più importanti stanno iniziando a darsi da fare per sviluppare un settore che è terreno fertile per business milionari. E, come al solito, il genio napoletano fa scuola. Il Napoli di De Laurentiis ha realizzato il primo negozio ufficiale di una società di calcio su Amazon.

E’ stata la società stessa a darne l’annuncio. “Siamo il primo club al mondo su Amazon“, twittano orgogliosi gli azzurri. Sara più semplice per chiunque acquistare online la maglietta del proprio idolo, per di più su una piattaforma che parla una lingua assai conosciuta, la lingua di Amazon. Il progetto si inserisce nella strategia di sviluppo internazionale che da qualche anno il Napoli sta portando avanti e che punta a rafforzare il brand sui mercati esteri.

Il lancio del negozio online su Amazon – dichiara Aurelio De Laurentiis – ha l’obiettivo poi di ampliare la collaborazione nel prossimo futuro anche al mercato Nord Americano. Il Napoli si colloca ormai stabilmente tra le prime 20 squadre del ranking Uefa, e può contare su oltre 40 milioni di tifosi e 120 milioni di simpatizzanti nel mondo. Per noi è molto importante metterli nella condizione di poter acquistare agevolmente i nostri prodotti e Amazon è straordinaria nella sua efficiente distribuzione e gestione degli ordini“.

Il Milan, invece, cerca personale specializzato nel campo del commercio elettronico. In sostanza, il club rossonero vuole assumere un e-commerce specialist con l’obiettivo di potenziare il fatturato del canale e-commerce e di migliorare l’esperienza digitale della “fan base” e della “customer base“. “Il candidato – si legge sul sito – riporterà al Digital Director e sarà chiamato a definire le strategie di vendita e marketing del canale online. Sarà inoltre responsabile della progettazione, promozione e gestione del canale, garantendo il raggiungimento degli obiettivi di vendita“.

Queste sono solo alcune delle dimostrazioni di quanto l’e-commerce, anche e soprattutto, nel mondo del calcio sia sempre più indispensabile a consolidare il business e (perché no) anche la fede. Dopotutto, si sa, le squadre di calcio sono aziende che fanno del brand la propria fortuna che nel settore assume un’importanza ancora maggiore visto che questo è l’unico business al mondo in cui la fidelizzazione del cliente è eterna e, soprattutto, prescinde dalla performance.

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