Mercoledì 3 ottobre si è tenuto il convegno “DigITALYzation-e-commerce for export”, svoltosi presso l’Aula Magna dell’Università degli studi Federico II di Napoli, nella splendida cornice del nuovo complesso universitario di San Giovanni a Teduccio. Il convegno è stato organizzato e promosso dall’agenzia ICE, per la prima volta a Napoli, con una doppia finalità: Presentare il nuovo rapporto “Esportazioni e e-commerce delle imprese Italiane”, e illustrare la strategia che ICE mette in atto per supportare le imprese italiane nella vendita cross-border online.

Il rapporto ci offre una panoramica sull’andamento del mercato eCommerce, nel mondo e in Italia, con particolare attenzione ai due principali mercati di riferimento, ossia USA e Cina. L’ultima parte è invece dedicata all’illustrazione della strategia ICE per permettere ad un numero sempre maggiore di imprese italiane di permeare i mercati esteri attraverso le sempre maggiori opportunità del commercio elettronico.

E-commerce nel Mondo

Oggi il mercato dell’eCommerce mondiale vale tra i 2 e i 3 mila miliardi di dollari per il B2C e oltre 22 mila miliardi per il B2B.
In termini relativi, si tratta rispettivamente del 3-4% e del 30% del PIL mondiale circa. Il mercato risulta principalmente costituito dai paesi sviluppati, mentre i tassi di crescita maggiori sono registrati dai mercati in via di sviluppo: a livello mondiale, i tassi di crescita medi degli ultimi anni sono stati del 20-25%, con picchi di oltre il 30% in alcuni paesi emergenti e in via di sviluppo. L’e-commerce interessa attualmente tra 1,5 e 2 miliardi di consumatori a livello mondiale. Secondo alcune stime, i prossimi due miliardi di consumatori online arriveranno principalmente dai paesi in via di sviluppo.

E-commerce in Italia

In linea con i trend dell’e-commerce mondiale, anche nel nostro paese le vendite online rappresentano un fenomeno sempre più rilevante e con un perimetro d’azione progressivamente più ampio.

Nel 2017 il valore della domanda e-commerce B2C in Italia ha superato i 23,6 miliardi di euro, grazie a un incremento del 17% rispetto al 2016. 22 milioni di italiani hanno effettuato almeno un acquisto via internet nell’ultimo anno, il 10% in più rispetto ai 20 milioni di persone del 2016.
Scendendo nel dettaglio Gli acquirenti abituali sono 16,2 milioni. Questa categoria di consumatori spende mediamente 1.357 euro all’anno generando il 93% della domanda eCommerce italiana.
Il 2017 è stato inoltre l’anno in cui l’e-commerce italiano di prodotti ha superato per la prima volta quello di servizi. Infatti, il 52% del fatturato (12,2 miliardi di euro) è generato dalla vendita di prodotti, che registrano una crescita del 28% rispetto al 2016. I principali prodotti acquistati sono l’abbigliamento, l’arredamento, i prodotti di bellezza, l’editoria, i giocattoli, l’alimentare, l’informatica e l’elettronica di consumo, il merchandising e i ricambi auto.

Nel 2017 permane uno squilibrio nell’uso del web per fare acquisti tra le regioni e tra tipologie di contesti (aree metropolitane, urbane o extraurbane). Al Nord, in media il 57% della popolazione fa acquisti online contro il 42% del Sud e il 49% delle isole.
Passando ad esaminare le caratteristiche dell’offerta invece, continua ad aumentare anche se lentamente, la percentuale di imprese che vende tramite e-commerce. Secondo l’Istat, nel 2017 il 12,5% delle aziende italiane vende online, rispetto all’11% del 2016 e il 10% del 2015. La distribuzione territoriale è però ancora una volta sbilanciata. Circa il 14,7% delle imprese del Nord Italia ha effettuato vendite online, contro il 9,8% del Centro-Sud.

Il mercato in Cina

Nel 2017, la Cina si conferma il primo mercato e-commerce B2C al mondo registrando un valore pari a 752 miliardi di euro, ossia circa il 32% dell’ecommerce B2C mondiale.
Una delle caratteristiche principali del mercato e-commerce B2C cinese è l’elevato grado di concentrazione, poiché i primi due operatori detengono l’84% del mercato e i primi quattro
superano il 90%. Il primo sito è Tmall, la piattaforma B2C di Alibaba, che ha una quota di mercato del 57%. In seconda posizione si colloca il retailer online JD.com, con il 27%, poi
Suning con il 5%, e VIP con il 3%. Tutte le altre iniziative anche occidentali, tra cui Amazon, hanno un peso molto contenuto, inferiore al punto percentuale.
A differenza dei mercati occidentali, in cui il commercio via desktop ha un ruolo predominante, l’acquisto attraverso mobile ha pesato, nel 2017, per il 73% del transato e-commerce B2C in Cina.

Il mercato in USA

Gli Stati Uniti sono il terzo mercato di destinazione delle esportazioni italiane. Il mercato e-commerce B2C statunitense è ormai sviluppato, ma continua a crescere. Nel 2017 ha raggiunto il valore di 546 miliardi di euro, con una crescita di quasi il 12% rispetto al 2016, in linea con quella registrata negli ultimi anni. Gli USA consolidano il secondo posto nello scenario mondiale, per valore del mercato e-commerce B2C, alle spalle della Cina.
Identificabilità del marchio e comunicazione hanno un ruolo di primaria importanza. Occorre saper scegliere in base al prodotto e al messaggio che si vuole trasmettere. Emerge però un problema di competenze all’interno di molte aziende, specie di piccola dimensione, nell’affrontare le problematiche organizzative legate allo sviluppo dell’e-commerce.

Le Strategie

La strategia eCommerce di ICE si inserisce in un quadro più ampio di strategia per l’export, che si propone i seguenti obiettivi principali per il supporto del Made in Italy:

  • Incrementare il volume dell’export delle imprese
    esportatrici ed aumentare il numero complessivo delle
    stesse.
  • Cogliere le opportunità legate alla crescita della domanda
    globale e all’incremento della classe media nei mercati
    emergenti.
  • Espandere la presenza nei Paesi in cui il potenziale è
    maggiore.
  • Accrescere la capacità di intercettare investimenti esteri.

La misura g) “Sostegno all’utilizzo degli strumenti di eCommerce da parte delle piccole e medie imprese”, introdotta dal Piano straordinario, è volta a potenziare gli strumenti a disposizione della digitalizzazione delle PMI per favorire l’accesso alle piattaforme digitali e
promuovere l’e-commerce quale nuovo canale di penetrazione commerciale, per consentire alle PMI di superare i propri limiti dimensionali e di localizzazione, grazie ad un accesso immediato ai mercati globali.

Accordi con e-tailer internazionali, investimenti in marketing digitale ed attività O2O (offline to online) e partnership con market-place internazionali ed esteri di primaria importanza per generare traffico per le aziende italiane. Inoltre l’utilizzo della modalità cross border, che consente di vendere prodotti non registrati in Cina e che non hanno l’etichetta cinese, ha ridotto le barriere all’acquisto per la platea cinese. Di fondamentale importanza gli accordi con Yoox, Alibaba e Amazon, che andranno ad aumentare notevolmente le potenzialità di visibilità per i brand italiani.

 

Considerazioni finali

I numeri, i trend e le aspettative restituiscono un quadro molto positivo, l’opportunità per i Brand italiani è tangibile e non può più essere ignorata, l’eCommerce è uno strumento indispensabile in ottica export.

Ma non bisogna farsi rapire dal solo entusiasmo, perché l’ingresso in nuovi mercati porta con sé alcuni rischi che devono essere gestiti preventivamente e strategicamente.

Sia gli aspetti legati alla Cyber security, sia la “protezione” del brand difficile da controllare sui market-place, sono aspetti da tenere subito in considerazione quando si decide di espandersi su mercati esteri. In quest’ottica una visione consortile da parte delle imprese Italiane potrebbe essere una strategia di medio lungo periodo capace di garantire affidabilità e crescita costante, limitando al massimo le esternalità legate alla sicurezza e ai market-place.

Nuove opportunità vuol dire anche nuove minacce!

Possiamo supportare la tua strategia IT per la conquista di nuovi mercati, puntando su sicurezza e scalabilità, riducendo al minimo i rischi.

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