A chi non è mai capitato, nuotando, di scansare con la mano un rifiuto galleggiante? I più ligi e sensibili lo hanno riportato a riva e buttato nel cestino più vicino. E se il cestino non fosse sulla spiaggia ma in mare? Non è il delirio di chi scrive ma è realtà.

L’IDEA. Esiste un apparecchio chiamato Seabin capace di raccogliere i rifiuti che accidentalmente arrivano in mare. L’idea è di due surfisti australiani, Andrew Turton e Pete Ceglinski che nel 2016 avevano lanciato una campagna di crowdfounding per realizzare questo cestino che, immerso nell’acqua e collegato ad una pompa elettrica, crea un flusso per attirare i rifiuti galleggianti al collettore. I rifiuti raccolti finiscono in un sacchetto composto da fibre naturali e infine un separatore pulisce l’acqua che verrà rimessa nel mare.

Considerando che, come vi abbiamo già spiegato, solo nel mar Mediterraneo ogni anno finiscono in mare 570.000 tonnellate di plastica, l’idea dei due surfisti australiani può rappresentare un piccolo e indispensabile aiuto per ripulire il mare. Il bidoncino è stato progettato per essere collocato nei pressi di pontili galleggianti, porti turistici, pontili privati, vie fluviali, laghi residenziali, corsi d’acqua e yacht club. Ma può anche essere montato direttamente su uno yacht.

Seabin, infatti, è un sistema economico e a bassa manutenzione che si propone come alternativa alle imbarcazioni per la raccolta dei rifiuti.Uno degli obiettivi del progetto è quello di raccogliere dagli oceani plastica sufficiente da riciclare per costruire altri Seabin.

COME FUNZIONA? Si tratta di un sistema semplice e intuitivo. Seabin viene collocato in acqua ed è fissato ad un pontile galleggiante. Una pompa elettrica che crea un flusso che attira i rifiuti galleggiati o macchie di olio nel contenitore. Questi ultimi vengono raccolti in un sacchetto di fibra naturale e l’acqua viene invece filtrata e rilasciato in mare. E il Seabin non va in vacanza perché questo processo è in funzione 24 ore al giorno, 7 giorni su 7 e 365 giorni all’anno.

LA SOLUZIONE: Il Marine Litter, come è ormai noto, è un problema molto grave che (purtroppo) non viene affrontato mettendo a punto una strategia globale ma ciascun Paese mette in campo i propri metodi per provare almeno ad arginare questo gravissimo fenomeno.

In Italia, per esempio, inizia il 23 settembre prossimo (Forse!!!) l’esame alla Camera del Del “SalvaMare” che, tra le altre cose, agevolerebbe la raccolta dei rifiuti marini da parte dei pescatori i quali attualmente non possono trasportare i rifiuti che accidentalmente finiscono nelle reti poiché  attualmente sono soggetti a una multa per traffico illecito di rifiuti.

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