Il mondo del Cloud ha stravolto il modo di fare business nell’era moderna basti pensare che solo in Italia vale circa 2 miliardi e mezzo di euro in aumento del 20% sul 2018. Si tratta di un mercato di circa 300 miliardi di euro.

Ma quali sono i trend che dobbiamo aspettarci per il 2020? Cioè quali sono le tendenze imprescindibili, quelle che rendono le imprese competitive e al passo con i tempi?

In questo primo articolo del nuovo anno vogliamo raccontarvi quali sono le principali tendenze che influenzeranno l’adozione del Cloud nel 2020. Scopriamole insieme.

Il Cloud conviene

Tra i vantaggi che il Cloud, come modello di business efficace, promette di offrire c’è il cambiamento dei paradigmi finanziari. Il passaggio da un modello IT ad alta intensità di capitale a uno che fa leva sui costi operativi, riducendo i costi in generale, assicurando una maggiore agilità e una minore complessità gestionale è cosa non da poco.

Può anche essere usato per spostare il focus delle risorse IT sulle attività a più alto valore aggiunto per il business, così come per sostenere l’innovazione di business e, potenzialmente, per ridurre i rischi di impresa. In Italia soffia un vento di cambiamento se si considera che il governo ha stanziato nella legge di Bilancio 105 milioni di euro per il 2020, 97 milioni per ciascuno degli anni dal 2021 al 2024 e 47 milioni per il 2025.

Il 30% delle maggiori risorse è destinato sostegno degli investimenti tecnologici, in big data, cloud computing, banda ultralarga, cybersecurity, robotica avanzata e meccatronica, realtà aumentata, manifattura 4D, Radio frequency identification e sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti. Di questo 30%, 60 milioni sono destinati alle micro e piccole imprese che investono in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Incentivi e strumenti di sostegno

L’intermediazione

Con il progressivo ampliamento dell’adozione del Cloud Computing, aumenta parallelamente anche la necessità di assistenza sull’utilizzo di queste tecnologie. Una società di intermediazione di servizi cloud è un fornitore di servizi che svolge un ruolo di intermediario nell’ambito del Cloud computing.

Secondo Gartner, per affrontare questa sfida, i dipartimenti IT dovrebbero capire se riescono a posizionarsi all’interno dell’organizzazione alla stregua di un Cloud Service Brokerage, stabilendo un processo di acquisto che favorisca l’adozione del Cloud Computing e incoraggi le unità di business a rivolgersi al team informatico per l’organizzazione dei servizi di consulenza e supporto. Non solo. E’ necessario sottolineare quanto sia importante che la transizione al Cloud non può essere fatta per bene senza esperienza.

Basti pensare che secondo uno studio condotto da Proofpoint i ricercatori hanno analizzato i dati di oltre 1.000 Cloud Service Customer con più di 20 milioni di account utente e trovato oltre 15 milioni di tentativi di login non autorizzati (o attacchi), di cui più di 400.000 andati a buon fine. In più, oltre il 31% dei clienti ha avuto a che fare con campagne di phishing di successo. Con questa tipologia di attacco, i cybercriminali usano account Cloud violati per inviare email di phishing all’interno dell’azienda: questi messaggi appaiono affidabili agli occhi dei colleghi e i malintenzionati cambiano le regole di inoltro dell’email o si configurano come mandatori per mantenere l’accesso all’account.

Dunque è quanto mai necessario affidarsi a esperti del settore sia per quanto riguarda l’aspetto economico ma soprattutto per quanto riguarda la sicurezza dei dati.

Migrazione o ambiente ad hoc?

Secondo Gartner le imprese dovrebbero guardare oltre la migrazione dei carichi di lavoro e abbracciare un approccio che preveda la creazione di applicazioni ottimizzate per il Cloud.Molte organizzazioni, piuttosto che creare ex novo un ambiente ad hoc per il Cloud, guardano prima all’opportunità di migrare i carichi di lavoro esistenti a un sistema Cloud e/o a un’infrastruttura di servizi.

Questo approccio può fornire benefici sensibili nel caso in cui i carichi di lavoro si contraddistinguono per un consumo di risorse molto variabile oppure qualora le applicazioni si prestino naturalmente alla scalabilità orizzontale. Tuttavia, per sfruttare appieno il potenziale di un modello Cloud, le applicazioni dovranno essere progettate nativamente con caratteristiche uniche, limitazioni e opportunità tipiche del modello Cloud”.

Hybrid Cloud

Si tratta di un tendenza in forte crescita ed è una soluzione che combina un Cloud privato con uno o più servizi Cloud pubblici. Le aziende scelgono diversi provider a seconda di quale fornitore abbia più senso per uno specifico scenario aziendale. Oggi più che mai è necessario dunque essere in grado di utilizzare un mix di modalità e fornitori per soddisfare le condizioni aziendali. I modelli di Cloud ibrido offrono ai CIO una maggiore resilienza, inclusa più di una modalità per il failover in caso di interruzione del servizio.

Cloud computing e datacenter

Applicare i concetti di Cloud Computing alla progettazione dei futuri data center e nel convogliare gli investimenti in infrastrutture, per aumentare l’agilità e l’efficienza dei CED. Questa secondo Gartner la strada che le organizzazioni devono intraprendere perché nei Cloud pubblici, un’organizzazione agisce come un consumatore di servizi, con il fornitore di servizi che gestisce i dettagli dell’implementazione, ivi inclusi quelli dei data center e dei relativi modelli operativi.

Tuttavia, nella misura in cui l’organizzazione continua a creare propri data center, utilizzati anche per questi scopi, questi saranno inevitabilmente influenzati dai modelli di implementazione messi in piedi dai fornitori di servizi Cloud.

Share This