Da un lato c’è la necessità sempre più forte di data center efficaci. Dall’altra, invece, ci sono i rischi ambientali legati al conseguente aumento del consumo energetico.

Eppure un modo per ridurre la cosiddetta “carbon footprint” delle operazioni online c’è e qualcuno nel quartier generale di Amazon Web Service deve saperlo molto bene perché negli ultimi anni sono enormi gli sforzi della big company di mettersi al passo con i tempi e rispettare la sempre più crescente sensibilità ambientale dei cittadini.

Secondo uno studio condotto da “451 Research”, un gruppo di ricerca tecnologica all’interno di S&P Global Market Intelligence che fornisce informazioni sulle tecnologie emergenti e sulle società che le portano sul mercato, il trasferimento dei carichi di lavoro locali in AWS può ridurre l’impronta di carbonio del 88% per i data center delle imprese statunitensi prese in esame.

Le emissioni di carbonio sono un fattore determinato da tre elementi:

  • il numero di server in esecuzione
  • l’energia totale richiesta per alimentare ciascun server
  • l’intensità di carbonio delle fonti energetiche utilizzate per l’alimentazione di tali serve

Un recente post del blog di Jeff Barr illustra i motivi per cui l’utilizzo di un numero inferiore di server e la loro più efficiente alimentazione hanno un’importanza in termini di riduzione dell’impatto di carbonio di un data center aziendale quantomeno pari a quella del suo mix energetico.

L’infrastruttura di Amazon Web service è risultata 3,6 volte più efficiente dal punto di vista energetico rispetto alla media dei data center aziendali esaminati, questo anche grazie a  dei server più efficiente dal punto di vista energetico.

Basti pensare che un cloud provider su grande scala solitamente raggiunge circa il 65% dei tassi di utilizzo del server rispetto al 15% dei provider on-premise, il che significa che quando le aziende passano al cloud, allestiscono meno di un quarto dei server rispetto alle soluzioni on-premise.

Senza contare che l’efficienza nell’utilizzo dell’energia di un data center on-premise è inferiore del 29% rispetto ai cloud provider su grande scala che utilizzano strutture, sistemi di raffreddamento di alto livello e attrezzature ottimizzate in base al carico di lavoro di alto livello.

Amazon Web Services – ha dichiarato Daniel Bizo, Principal Analyst for Datacenter Services & Infrastructure presso 451 Research – ha un vantaggio strutturale derivante dalla sua progettazione organizzativa, che allinea la struttura del data center e i team IT, le competenze ingegneristiche e l’hardware personalizzato con il modello di business Cloud che aiuta a guidare l’utilizzo del server molto più di quanto sia possibile per le aziende”.

Le energie rinnovabili svolgono anche un ruolo significativo nel ridurre la nostra impronta di carbonio e Amazon continuerà a sviluppare nuovi progetti nel settore delle rinnovabili per raggiungere obiettivi ambiziosi: l’80% di energia rinnovabile entro il 2024 e il 100% entro il 2030. Più del 50% dell’energia consumata nel 2018 da AWS proviene da fonti rinnovabili.

Basti pensare che solo pochi mesi fa AWS ha annunciato l’allestimento di ben quattro nuovi parchi eolici e un nuovo parco a energia solare. Questi progetti – due in Irlanda, uno in Svezia e due negli Stati Uniti – produrranno un totale di oltre 297 megawatt (MW), con più di 830.000 megawattora (MWh) di energia rinnovabile ogni anno.

Una volta completati, si stima che questi pannelli solari e questi parchi eolici, insieme ai nove precedenti progetti di energia rinnovabile, genereranno oltre 2.900.000 MWh di energia rinnovabile all’anno.

Questa è la dimostrazione che il sentimento dei cittadini e delle imprese è mutato e che la sensibilità ai temi della sostenibilità è aumentata vertiginosamente.

Sono stati assunti impegni di sostenibilità importanti – ha continuato Daniel Bizoe sono stati realizzati progressi in molteplici aree delle loro operazioni. Tuttavia, anche con un’enfasi sulla sostenibilità, la gestione di data center e IT non è una competenza fondamentale della maggior parte delle aziende e mancano delle risorse per effettuare investimenti importanti e completi nell’efficienza dell’infrastruttura. Aws sta facendo investimenti significativi in efficienza ed energia rinnovabile”.

Cosa significa questo in termini pratici? Secondo i calcoli di “451 Research”, migrando un data center aziendale medio da 1 megawatt con un utilizzo del 30% su AWS, un cliente potrebbe ridurre le proprie emissioni di carbonio da 400 a 1000 tonnellate all’anno.

Non solo, questo vantaggio in termini di emissioni di carbonio aumenterà nei prossimi anni, poiché Aws continuerà a sfruttare il progresso tecnologico e aumenterà ulteriormente il proprio utilizzo di energia rinnovabile.

 

Ridurre i consumi e aumentare le performance si può

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