L’Intelligenza Artificiale – disse Stephen Hawking – sarà la più importante conquista dell’uomo, peccato che potrebbe essere l’ultima.

Fa parte della nostra vita quotidiana ed è ormai utilizzata nelle grandi aziende italiane e straniere. Stiamo parlando dell’Intelligenza Artificiale e degli infiniti modi in cui può essere utilizzata nelle attività professionali o ricreative.

Semplificando, possiamo definire l’Intelligenza Artificiale come l’abilità di un sistema tecnologico di risolvere problemi o svolgere compiti e attività tipici della mente e dell’abilità umane. Chi non conosce gli assistenti vocali come Alexa di Amazon o Siri di Apple o ancora, per esempio, le auto senza guidatore? Ognuno di noi, almeno una volta nella, vita si è trovato a chiedere l’orario ad Alexa o le previsioni del tempo a Siri.

Ma gli esempi meno noti di come l’intelligenza artificiale può essere applicata alle nostre vite potrebbero essere infiniti. Gli algoritmi intelligenti sono parte integrante della nostra routine. Ci suggeriscono i prodotti da acquistare, i film o i brani musicali in linea con i nostri gusti, sanno rispondere a domande dei clienti via chat, possono riconoscere il volto di una persona per abilitare un accesso, smistare documenti in base al contenuto, filtrare i curriculum per selezionare il candidato ideale. E potremmo andare avanti per ore.

Le enormi potenzialità dell’Intelligenza Artificiale possono essere sfruttate persino per una raccolta “intelligente” dei rifiuti. Ci pensa il Gruppo Melita, il cui core business è dedicato esclusivamente alla fornitura di soluzioni di connettività M2M ed IoT, che ha inventato un sistema per rendere i cestini della spazzatura intelligenti che consentono la comunicazione con una piattaforma di monitoraggio centralizzata segnalando a quest’ultima lo stato del loro carico.

Questi bidoni della spazzatura sono distribuiti anche nelle aree più aree meno urbanizzate e richiedono l’uso di sensori alimentati a batteria. La soluzione non ha solo lo scopo di garantire bidoni della spazzatura puliti e disponibili, ma anche di rendere la raccolta più efficiente.

I camion della spazzatura e il personale sono indirizzati verso i bidoni che devono essere svuotati rispetto a una normale routine fissa.

Così si abbreviano i percorsi di guida e si riduce il consumo di carburante insieme alle relative emissioni con notevoli benefici anche per l’ambiente.

I cestini, infatti, sono dotati di sensori che monitorano il volume dei rifiuti e dunque il livello di riempimento. L’informazione viene poi trasmessa istantaneamente alla centrale operativa avvisando quando e se è il momento di fare la raccolta dei rifiuti.

Questa tecnologia viene già usata in tantissime città del mondo da San Francisco a Copenhagen fino a Netanya, in Israele e l’azienda che produce i sensori intelligenti si chiama NordSense ed è stata fondata da  Manuel Maestrini che proprio a San Francisco ha installato più di 1.000 cestini intelligenti con una riduzione dell’80 per cento di bidoni pieni e del 66 per cento di richieste specifiche di intervento per la pulizia delle strade. Maestrini ha spiegato che la sua tecnologia riduce i costi di raccolta e le emissioni del 50 per cento:

“Ci vogliono circa 30 secondi per svuotare un cestino che non è pieno. Se invece il cestino trabocca ci vuole molto di più”.

Il tempo e i costi, inoltre, aumentano quando la spazzatura viene scaricata per terra, accanto al cestino perché quel cestino non è stato svuotato. I mezzi per la raccolta possono pianificare l’itinerario andando direttamente ai bidoni che devono essere effettivamente svuotati, evitando tappe inutili che comportano sprechi di tempo, di risorse e il traffico.

Anche in Italia alcune città, specialmente nel nord del Paese, stanno sperimentando questo tipo di tecnologia.

A Milano, Amsa, la società del Gruppo A2A che gestisce il servizio di igiene ambientale su tutto il territorio pubblico, ha posizionato 12.550 cestini “intelligenti”, sviluppati con Cefriel-Politecnico di Milano, una società partecipata del Politecnico specializzata in progetti di innovazione digitale. I contenitori si trovano nelle vie e nelle piazze di tutti e nove i municipi, escluse le aree verdi, dove sono presenti cestini tradizionali, ma il progetto è ancora in fase di test e le analisi per acquisire dati sono ancora in corso.

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