Un budget di 10 milioni di dollari per sostenere imprenditori e start up che si confronteranno con le sfide dell’industria sanitaria.

Come ormai gli addetti ai lavori del mondo della tecnologia e del Cloud Computing sanno benissimo, Amazon Web Services collabora da diverso tempo con fornitori di servizi sanitari, organizzazioni sanitarie pubbliche, agenzie governative e imprese del settore scientifico in tutto il mondo per sostenere gli sforzi che compiono per far fronte alle ripercussioni provocate dal Covid-19. 

Basti pensare che solo in Italia Amazon e AWS hanno aderito all’iniziativa di solidarietà digitale del Ministero dell’Innovazione mettendo a disposizione lezioni in streaming dedicate alle materie cosiddette STEM, cioè scienze, tecnologia, elettronica e matematica, e alla programmazione informatica creativa destinata agli insegnanti delle scuole primarie e secondarie. Non solo, sono stati forniti crediti promozionali AWS Cloud a decine di governi regionali e a enti locali come il Comune di Cagliari, organizzazioni no-profit, startup e aziende, al fine di potenziare, durante l’emergenza, i loro progetti digitali con soluzioni di lavoro da remoto e ambienti di collaborazione on-line.

Ma da Amazon Web Service hanno dimostrato di essere ben lungimiranti. Basti pensare al grande progetto di Aws insieme con le società farmaceutiche Pfizer, AstraZeneca, Merck e Teva, in collaborazione con il Fondo Biotech che costruiranno un laboratorio per la “salute digitale e la biologia computazionale” in Israele.

Il progetto è stato selezionato dalla Israel Innovation Authority e dal locale Ministero della Digitalizzazione e verrà sostenuto con un finanziamento pubblico di 9,9 milioni di USD. Il laboratorio sarà costruito presso il parco scientifico di Rehovot, sede del Weizmann Institute cioè uno dei centri di ricerca più importanti del mondo e una delle più prestigiose università israeliane interamente dedicata alla ricerca scientifica. Per comprendere il prestigio dell’istituto vi basti sapere che lì diverse personalità del mondo scientifico di fama mondiale hanno ricevuto alti riconoscimenti. Tra questi, si ricordano Ada Yonath e Michael Levitt, premi Nobel per la chimica rispettivamente nel 2009 e 2012.

Il budget per il laboratorio informatico è di 10 milioni di dollari e questo importo, previsto per i prossimi cinque anni, è costituito dai contributi delle aziende partner e del fondo israeliano.

L’obiettivo sarà appunto quello di assistere imprenditori e start up a confrontarsi con le sfide dell’industria sanitaria.

Nel suo comunicato stampa ufficiale l’Autorità per l’Innovazione israeliana ha spiegato che “il rapido sviluppo di vaccini per il virus Covid-19 deve il suo successo in parte alle capacità di intelligenza artificiale di importanti aziende farmaceutiche come Pfizer e Moderna. Queste aree dovrebbero essere più significative nei prossimi anni”.

Già, perché oggi per combattere contro virus sconosciuti che, così come ha fatto il Covid-19, mettono in ginocchio il mondo intero, abbiamo nuove risorse tecnologiche che possono dare il loro grande contributo.  

Questo progetto è molto ambizioso e guarda al futuro. Basti pensare che l’Innovation Lab aiuterà gli imprenditori ad avere un più facile accesso alle conoscenze scientifiche e a entreranno in contatto con esperti mondiali per sviluppare farmaci e trattamenti rivoluzionari. 

Lo scopo del laboratorio – si legge nel comunicato – è proprio quello di assistere nella creazione e nel progresso di nuove startup che sviluppano tecnologie computazionali innovative basate sull’intelligenza artificiale e mirate a scoprire trattamenti e soluzioni personalizzate”.

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