Vi siete mai chiesti cosa mangiate…o meglio cosa contengono gli alimenti scelti tra gli scaffali dei supermercati?

Spesso ci capita di non sapere cosa contengono davvero i cibi che portiamo in tavola, a volte la negligenza di leggere le etichette, o la fiducia al marchio più pubblicizzato ci danno sicurezza e quindi tendiamo a non controllare. Oltre alla percentuale di calorie, grassi, o zuccheri per molti è necessario sapere cos’è contenuto nelle pietanza anche per eventuali allergie o intolleranze

Quindi tenere sotto controllo cosa mangiamo è importante per avere una alimentazione sana, ma è sempre fattibile? 

Sembra che anche in questo caso la tecnologia abbia contribuito ad ovviare a questo problema. In che modo? Avete mai sentito parlare di Food scanner?

Chi ci aveva visto lungo più di 10 anni fa è stato il colosso della telefonia Nokia che aveva progettato Morph, il primo dispositivo mobile realizzato grazie alla nanotecnologia, che permette di controllare le proprietà fisiche delle nanostrutture e dei dispositivi, con la precisione di una singola molecola e di essere invisibile all’occhio umano.

Morph è caratterizzato da una duttilità, flessibilità e resistenza innovative che lo rendono pronto a cambiare forma e apparenza in qualsiasi momento, può essere avviluppato o piegato e funziona sempre allo stesso modo. 

In più non necessita di pulizia, sembrerà sempre appena comprato, sempre grazie alle nanotecnologie.

Negli ultimi anni diverse realtà si sono occupate di realizzare versioni differenti di scanner alimentari.

Nel 2017 la Commissione europea assegna un premio per l’innovazione degli scanner alimentari. Il premio Horizon da 1 milione di euro è stato suddiviso in tre parti: 800 000 euro al vincitore, Spectral Engines, e 100.000 euro ciascuno ai due secondi classificati, SCiOscan e Tellspec.

“La sfida posta per questo premio da 1 milione di euro era sviluppare una soluzione mobile economica e non invasiva che consentisse agli utenti di misurare e analizzare la loro assunzione di cibo.”

In tutti e tre i casi gli scanner molecolari sono basati su tecnologie simili. Esaminano il cibo con la luce e osservano come questo interagisce con gli oggetti. Questi dati vengono poi inviati al cloud che li analizza e riporta le informazioni sulla questione.

Tra i vincitori spicca il lavoro di SCiOscan, in collaborazione con un’azienda cinese, ha ideato Changhong H2, il primo smartphone ad avere uno spettrometro NIR integrato. Il sensore, oltre a dare informazioni sul cibo, permette di analizzare anche oggetti più sensibili come i medicinali, per smascherare eventuali falsi. Non solo, il sensore può essere anche puntato sul nostro corpo per avere una misura dello stato di idratazione e sulla percentuale di massa grassa, con una stima di questi valori che il produttore dichiara più precisa di quella delle bilance con misura elettrica impedenziometrica.

Il laser NIR ha dato vita nel 2019 anche ad un altro progetto, messo in campo dai ricercatori del Fraunhofer IOSB.

In questo caso l’utente riesce a ricevere informazioni circa durata di conservazione dei prodotti. Lo scanner invia i dati misurati tramite Bluetooth a un database nel cloud per l’analisi. Quindi i risultati del test vengono trasmessi a un’app che li visualizza all’utente e mostra per quanto tempo l’alimento rimarrà fresco in diverse condizioni di conservazione o indica che la sua durata è già scaduta.

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