Sicurezza e velocità di erogazione dei servizi: il cittadino ringrazia

File interminabili per un timbro, sfuriate contro i “furbetti della fila”, battibecchi con operatori annoiati e troppo spesso arroganti. Benvenuti in quegli uffici pubblici d’Italia rimasti sepolti dalle scartoffie e incollati a modelli di lavoro analogici totalmente anacronistici e saldamente ancorati al secolo scorso, lontano ormai anni luce. 

La storia che vi stiamo per raccontare, però, va in tutt’altra direzione: quella della digitalizzazione e del Cloud Computing.

Il primo elemento è quello del miglioramento dei livelli di servizio, accessibilità, usabilità e sicurezza. Poi c’è l’interoperabilità dei servizi nell’ambito del modello Cloud della pubblica amministrazione; la riduzione del rischio di «vendor lock-in», cioè la creazione di un rapporto di dipendenza col fornitore del servizio; la riqualificazione dell’offerta con l’ampliamento e la diversificazione del mercato dei fornitori. Poi resilienza, scalabilità, «reversibilità» e protezione dei dati oltre all’apertura del mercato alle piccole e medie imprese. 

No, non è la Svizzera. Quelli che abbiamo appena elencato sono i principi che hanno ispirato la strategia Cloud delineata da Agid, l’Agenzia per l’Italia Digitale, in coerenza con la Strategia per la crescita digitale del Paese e il Piano Triennale per l’informatica nella Pubblica amministrazione.

L’adozione dell’infrastruttura Cloud consente, infatti, di migliorare l’efficienza operativa dei sistemi Ict, di conseguire significative riduzioni di costi, di rendere più semplice ed economico l’aggiornamento dei software e soprattutto di migliorare la sicurezza e la protezione dei dati e di velocizzare l’erogazione dei servizi a cittadini e imprese. 

Tra le regioni d’Italia, quella più all’avanguardia è senza dubbio il Piemonte che ha finanziato con una dotazione economica pari a 5 milioni di euro il bando “Cloud computing e pubblica amministrazione piemontese” che consente, a partire dal 2 febbraio 2021, ai comuni piemontesi di presentare la domanda per accedere ai servizi di migrazione previsti nel bando.

Le amministrazioni comunali che lo richiederanno potranno beneficiare di servizi per migrare i propri applicativi sul cloud regionale “Nivola”, realizzato dal Csi o Consorzio per il Sistema Informativo Piemonte, e mettersi in regola con i piani nazionali di razionalizzazione dei data center pubblici e con il “Piano Triennale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione”. 

La misura regionale finanzierà interamente i costi di migrazione sul Cloud della parte applicativa, lasciando a carico del Comune solo il relativo canone annuo dei servizi Cloud. I comuni verranno ammessi sino a esaurimento fondi e le modalità di adesione sono descritte all’interno dell’avviso pubblico.

A essere sicuro dei benefici e della necessità di questo programma è il giovane assessore regionale all’Innovazione Matteo Marnati. “Con questo progetto – commenta l’assessore – gli enti che decideranno di aderire volontariamente all’iniziativa saranno supportati nel percorso di migrazione dei propri sistemi applicativi, che non dovranno essere cambiati, ma che anzi potranno essere migliorati in ottica Cloud, con l’obiettivo di garantire sicurezza, continuità di servizio, integrazione fra sistemi e rispondere alle prescrizioni richieste dalle linee guida nazionali. Confidiamo quindi in una significativa adesione alla misura, con l’obiettivo di rafforzare quello spirito di coesione tra la pubblica amministrazione territoriale sull’innovazione e creare quindi quella community locale sul digitale che rappresenta un importante fattore di successo per l’evoluzione del nostro territorio, in un momento particolarmente critico per l’economia e la competitività”.

Una sfida particolarmente significativa la cui urgenza e necessità è sotto gli occhi di tutti. “L’adozione di infrastrutture cloud – dice Pietro Pacini, direttore generale del Csi Piemonte – permette agli enti di erogare con maggiore velocità servizi a cittadini e imprese, migliora la sicurezza e la protezione dei dati e rende più semplice ed economico l’aggiornamento del software”.

Ecco, la sicurezza dei cittadini e la velocità nell’erogazione dei servizi. Questi sono due punti chiave che nel processo di digitalizzazione della pubblica amministrazione giocano il ruolo più importante: il miglioramento della qualità della vita di cittadini già esausti.

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