Se ne parla tanto, ma sappiamo davvero di cosa si tratta?

Di che si tratta?

Per definire i NOT FUNGIBLE TOKEN conviene fare prima un breve passo indietro e definire cosa è un FUNGIBLE TOKEN o meglio cosa è “fungibile”.
Le cose fungibili vengono prese in considerazione per la caratteristica di essere considerate a peso o a misura (100 kg. di grano), e anche da questo punto di vista possono essere distinte dalle cose generiche dove si fa riferimento al modo in cui le parti decidono di definire la cosa, se appartenente ad un genus o meno.
Di conseguenza …. I token non fungibili o NFT sono asset crittografici su blockchain con codici di identificazione univoci e metadati che li distinguono l’uno dall’altro. A differenza delle criptovalute, non possono essere scambiate o scambiate all’equivalenza. Questo differisce dai token fungibili come le criptovalute, che sono identiche tra loro e, quindi, possono essere utilizzate come mezzo per le transazioni commerciali.

Un NFT è in effetti l’evoluzione di un bene materiale, gli asset digitali unici che lo contraddistinguono permettono a chi li utilizza di esserne il vero proprietario. Le caratteristiche di un NFT sono tre:

  • Unicità, ogni NFT è diverso dall’altro. Gli NFT possiedono un ID univoco. L’indirizzo contratto ed il token ID sono contenuti unici all’interno dell’ecosistema di riferimento.
  • Indivisibilità, non è possibile scomporre o dividere un NTF.

Ma perché se ne parla tanto?

Il 2020 è stato l’anno che ha visto il decollo dei NFT, perché è entrato a far parte di altri mondi diversi dall’informatica e dall’economia, come il mondo dell’arte, rompendo completamente gli schemi. Da sempre l’artista è abituato a vendere le proprie opere attraverso esposizioni o collezioni private, grazie ai NFT è possibile comprare un’opera “non tangibile” ed “unica” allo stesso tempo.
Qualche settimana fa, sul famoso sito di aste online Christie’s è stata venduta la prima realizzazione d’arte NFT per quasi 70 milioni di dollari.
L’opera «Everyday: The First 5000 Days» è stata realizzata dal 39enne graphic designer Beeper, si tratta di un collage di foto che l’artista collezionava da tempo e che assemblate hanno dato vita al disegno.
«Everyday: The First 5000 Days» è in assoluto la prima opera d’arte NFT (Non-Fungible Token) più costosa e ,allo stesso tempo, la prima opera d’arte NFT indipendente ad essere venduta da una casa d’aste.

I NFT aprono lo spiraglio a qualcosa di non definito, tutto può diventare NFT. Nessun mercato è escluso, ogni cosa o “non cosa” può essere resa unica e non replicabile.
Abbiamo già fatto riferimento alla prima opera d’arte NFT mai venduta prima, ma non è questo l’unico mercato in cui i NFT stanno prendendo spazio.
Oltre che nel campo della musica, delle assicurazioni, del gaming, i NFT sono famosi per essere legati a qualcosa che difficilmente sarebbe stato messo all’asta o venduto (per cifre esorbitanti poi).
Tra gli esempi più famosi c’è il primo “tweet” dell CEO di Twitter Jack Dorsey che ha messo all’asta il suo primo “cinguettio”, venduto per 2.5 milioni di dollari, oppure Taco Bells (nota catena di fast food) che ha venduto i primi “tacos virtuali”, ovvero le prime GIF ufficiali del brand andate sold-out in meno di mezz’ora.

NFT e BLOCKCHAIN

Quello che si acquista con i NFT non è l’opera “fisica” in sé, ma un certificato, un token, che consente di affermare i diritti sull’opera. Gli NFT sono, in effetti, una evoluzione della blockchain (nata per consentire e tracciare gli spostamenti di valuta, una sorta di libro mastro).

Una delle piattaforme principali per scambiare gli NFT è Crypto.com, noto caso di successo di Amazon Web Services.

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