Questa mattina Amazon Web Services Inc. ha ufficialmente annunciato l’apertura della nuova AWS Region di Milano, completando investimenti iniziati già da diverso tempo in Italia.

La regione di AWS Europe (Milano) comprenderà tre zone di disponibilità e sarà la sesta regione di AWS in Europa, che si aggiungerà alle regioni esistenti in Francia, Germania, Irlanda, Regno Unito e Svezia (in arrivo verso la fine del 2018).

La nuova Regione consentirà alle organizzazioni di fornire una latenza inferiore agli utenti finali in Italia. I clienti AWS italiani inoltre saranno in grado di rispettare qualsiasi requisito di archiviazione dei contenuti sul territorio, con la certezza di mantenere il controllo completo sulla posizione dei loro dati, mentre i clienti che creano applicazioni conformi al Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) avranno accesso ad un’altra regione dell’infrastruttura AWS protetta nell’Unione europea (UE) che soddisfa i massimi livelli di sicurezza, conformità e protezione dei dati.

Inoltre, le organizzazioni italiane dalle start up alle imprese e al settore pubblico avranno infrastrutture direttamente sul territorio per poter sfruttare tecnologie avanzate come analytics, intelligenza artificiale, Internet of Things (IoT), machine learning, servizi mobile, serverless e altri motori di innovazione.

“Per migliaia di anni, gli italiani sono stati gli architetti di alcune delle più innovative e rivoluzionarie imprese tecniche e artistiche. Crediamo che una regione AWS in Italia renda ancora più facile per le aziende e le organizzazioni governative italiane reinventare ed evolvere le esperienze dei clienti e dei cittadini per molti decenni a venire. ”

 

Andy Jassy, Amministratore Delegato di Amazon Web Services

Continua quindi con maggiore intensità l’investimento di AWS in Italia. Con l’aumento del numero di clienti italiani, anche le dimensioni della presenza di AWS nel Paese sono aumentate. Nel 2012 AWS ha lanciato un’infrastruttura Point of Presence (PoP) a Milano, che ora fornisce servizi Amazon CloudFront, Amazon Route 53, AWS Shield e AWS WAF nel Paese, e in seguito nel 2017 con una seconda location PoP a Palermo.

La crescita degli investimenti Cloud in Italia sembra inarrestabile; I progetti di trasformazione per le infrastrutture critiche e la specializzazione dell’offerta di servizi verticali e “core” sono diventati la norma in molti ambiti e settori di impresa: l’82% delle imprese medio-grandi utilizza almeno un servizio in Public Cloud, nel 23% dei casi in maniera estesa su processi core. Le imprese italiane hanno ormai iniziato il percorso verso la nuvola e, anzi, lo hanno reso parte integrante della propria strategia IT, ritenendolo una soluzione preferenziale per la realizzazione di nuovi progetti (nel 25% dei casi), se non addirittura una scelta obbligata (6%).

“A oggi solo l’8% delle aziende intervistate dichiara di avere un team dedicato al Cloud e il 13% di volerlo introdurre, ma il fatto che un’azienda su cinque stia pensando di creare un reparto dedicato al governo della nuvola dimostra che quando si parla di Cloud non si fa più riferimento ad un cambiamento strettamente tecnologico, ma a un vero e proprio ripensamento dell’organizzazione che consenta di sfruttare le opportunità messe a disposizione”

 

Mariano Corso, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Cloud Transformation

La mancanza di competenze è tuttavia ancora percepita come un elemento di freno al successo delle iniziative Cloud, evidenziando la necessità di introdurre nuove figure professionali dedicate. Il Cloud rappresenta un acceleratore straordinario per la trasformazione digitale ma da solo non basta, il cambiamento riguarda soprattutto le persone e la cultura aziendale.

Fonti:

https://bit.ly/2woQiy3

https://bit.ly/2JYnTo8

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