A lezione di e-commerce

con FiloBlu

La moda non è qualcosa che esiste solo negli abiti. La moda è nel cielo, nelle strade, la moda ha a che fare con le idee, con il nostro modo di vivere, con cosa sta accadendo”.

Coco Chanel

Queste sono le parole dell’intramontabile icona di stile Coco Chanel. Proprio questo è il business concept di FiloBlu, che dal 2001 crea e sviluppa canali di e-commerce in full outsourching con un approccio modulare e sartoriale per il comparto fashion, sportswear, design e beauty. La mission dell’azienda è aiutare i clienti a essere indipendenti, gestire con successo i propri canali digitali ed e-commerce a partire da una strategia condivisa, con uno spirito di partnership e innovazione e un approccio sartoriale. FiloBlu programma e personalizza ogni progetto sulle esigenze del cliente così come le strategie e gli strumenti che vengono utilizzati senza prediligere un canale specifico ma in un’ottica omnichannel che pone il brand sempre al centro.

Innovazione, passione, attenzione al dettaglio, produttività nella ricerca della miglior soluzione e uno sguardo sempre rivolto al futuro. Con questi valori l’azienda ha realizzato più di 100 progetti di e-commerce  internazionali, molti dei quali in full outsourching.

 

About the customer

 

Con circa 90 dipendenti e 6 sedi in tutto il mondo, FiloBlu si staaffermando come una realtà solida e in crescita, uscita dalla fase di startup ormai da quasi tre anni. Con un aumento dei ricavi del 1.315%, FiloBlu è una delle 7 aziende italiane premiate dallaclassifica Deloitte per la più alta crescita realizzata nel 2015.Gli impiegati sono raddoppiati, da 60 a 90, in breve tempo. I ricavi si sono moltiplicati per quattro, rispetto al milione e mezzo del 2013. In una progressione, con una crescita costantemente a doppia cifra anno su anno, che proietta di qui a un triennio oltre i 40 milioni di euro il fatturato dell’azienda di Santa Maria di Sala, nel Veneziano.

 

Ha conquistato spazio nell’ambito della moda e dell’abbigliamento sportivo, nel design e nella cosmesi. Per Christian Nucibella, fondatore e socio principale di Filoblu, l’avventura inizia nel 2001, da ingegnere meccanico esperto di processi, alla Speedline, l’azienda dei cerchioni per auto tra i gioielli della meccanica dei tempi d’oro del Nordest.

 

Tra i principali clienti di FiloBlu troviamo Santoni, Elisabetta Franchi, Lamborghini, Collistar, Paloma Barcelò, Original Marines, Antony Morato, Navigare, Braccialini, Gherardini, Henry Cotton’s, Tucano Urbano, Camomilla, La Perla, LiuJo, Venchi.

 

Ma FiloBlu non si ferma qui. L’azienda di Santa Maria di Sala ha obiettivi che vanno ben oltre i confini europei con progetti ambizioni che porteranno la company a internazionalizzarsi e ad aprirsi verso mercati inesplorati.

 

Ha conquistato spazio nell’ambito della moda e dell’abbigliamento sportivo, nel design e nella cosmesi. Per Christian Nucibella, fondatore e socio principale di Filoblu, l’avventura inizia nel 2001, da ingegnere meccanico esperto di processi, alla Speedline, l’azienda dei cerchioni per auto tra i gioielli della meccanica dei tempi d’oro del Nordest.

 

 

Così inizia l’avventura di FiloBlu, da quel momento il futuro è in ascesa

Per Christian Nucibella, fondatore e socio principale di Filoblu, l’avventura inizia nel 2001, da ingegnere meccanico esperto di processi, alla Speedline, l’azienda dei cerchioni per auto tra i gioielli della meccanica dei tempi d’oro del Nordest.

«Un giorno arriva in stabilimento un ispettore Mercedes accompagnato da un cinese – racconta Nucibella – Ho capito cosa ci attendeva negli anni successivi sui prodotti tecnologici». Nucibella fa prima il consulente per aziende di software in gestione di processi, poi lavora per realtà di global service. La svolta con l’Iphone e lo stravolgimento che genera su informatica e Internet. Filoblu parte quasi per sfida a inizio 2010, due soci e due collaboratori. Scegliendo un punto d’ingresso ancora tarato sulle aziende. «Ho sempre amato le medie imprese – dice Nucibella – Generano idee, l’imprenditorialità contamina il dipendente. C’è un’innovazione continua, le novità si veicolano più velocemente. Ho pensato a un progetto per far presentare alle aziende i prodotti con un catalogo diverso». Niente più investimenti enormi in prodotti cartacei da gettare tutte le volte che c’è un aggiornamento, ma un database informatico, continuamente in progress, che presenta i prodotti in modo dinamico, tra foto e video, cambiando siti internet fin lì vetrine statiche. E che sta su uno smartphone o un tablet e permette, oltre a far risparmiare tanti soldi, di essere interfacciato a soluzioni che possono gestire un magazzino o il rapporto con i clienti. O magari vendere prodotti, anche in mercati dove non si hanno filiali o rappresentanti. Iniziano a usarlo aziende come Tapì, la multinazionale tascabile delle chiusure per cui il campionario da portare in giro per il mondo è un problema notevole o Coldline, che fabbrica cucine industriali nel Padovano. 

Dipendenti

Sedi in tutto il mondo

Ordini al giorno

%

Aumento dei ricavi

Clienti

Il passo successivo è il commercio elettronico e arriva quasi naturalmente. La partenza, a fine 2011, è impegnativa: Macron, azienda di abbigliamento tecnico-sportivo. «Hanno idee, un sistema non fluido – racconta Nucibella – ci danno credito e questovuol dire dover gestire marchi diversi, in otto mercati e cinque lingue, con forti personalizzazioni sul prodotto e diventare esperti anche di moda e prodotto, con l’ingresso di figure specifiche, perché è sull’acquisto del prodotto di cui si gestisce in outsourcing l’e-commerce, e sui relativi sconti, che si costruisce il margine che regge l’intero business. E poi bisogna diventare esperti di gestione magazzino e consegne, visto che ormai ci sono da seguire 2.500 ordini al giorno».

Macron attira altre aziende: dalle calzature col marchio cult Santoni all’intimo della Perla, ad altri marchi noti come Liu Jo, Maliparmi e Original Marines. «Il lato fisico serve al digitale come il pane – sostiene Nucibella – ma con il digitale lo stesso negozio non lo è più nel senso tradizionale. Alla Perla, in via Montenapoleone a Milano, posso prenotare on line articoli che nel negozio non ci sono. Oppure in un negozio sportivo un totem digitale può prenotare magliette personalizzate assenti sugli scaffali.

Il digitale ha trasformato il negozio in uno showroom. La crisi è legata anche al voler dare risposte vecchie a un mondo cambiato. Un mercato internazionale che ha fame di prodotti, ma nel quale le aziende, e i tradizionali negozi fisici, che sentono che l’Italia da sola non basta più, non riescono ad entrare. Invece il cliente ormai sta dappertutto. E con lui si può stare in contatto in tanti modi. Un’opportunità per le aziende, e i negozi tradizionali, e la loro capacità sul prodotto. FiloBlu intanto percorre la sua strada. I clienti arrivano col passaparola, ma anche via LinkedIn o Facebook. «Abbiamo sempre lavorato in break even. Stiamo affrontando una crescita sostenibile, autofinanziata, reinvestendo gli utili nella crescita e nei nuovi progetti”, sostiene l’Ad. Come nel caso delle due startup Iwishu e Shoppable video. La prima sviluppa video emozionali guardabili dal destinatario dell’acquisto online sul telefonino, in una sorta di biglietto augurale elettronico. La seconda ha sviluppato video acquistabili ovvero che permettono di acquistare un prodotto che si vede in un video, cliccandoci direttamente sopra.

 

Tra i principali clienti di FiloBlu troviamo Santoni, Elisabetta Franchi, Lamborghini, Collistar, Paloma Barcelò, Original Marines, Antony Morato, Navigare, Braccialini, Gherardini, Henry Cotton’s, Tucano Urbano, Camomilla, La Perla, LiuJo.

 

Ma FiloBlu non si ferma qui: ha obiettivi che vanno ben oltre i confini europei con progetti ambizioni che porteranno la company a internazionalizzarsi e ad aprirsi verso mercati inesplorati..

 

  • L’e-commerce nel mondo 7,4 del totale%
  • Fatturato mondiale dell’e-commerce 6700 miliardi di dollari nel 2019%
  • Fatturato italiano nel 2016 29 milioni di euro%
  • Crescita rispetto al 2015 19%

Il brand

FiloBlu intanto percorre la sua strada. I clienti arrivano col passaparola, ma anche via LinkedIn o Facebook. «Abbiamo sempre lavorato in break even. Stiamo affrontando una crescita sostenibile, autofinanziata, reinvestendo gli utili nella crescita e nei nuovi progetti”, sostiene l’Ad. Come nel caso delle due startup Iwishu e Shoppable video. La prima sviluppa video emozionali guardabili dal destinatario dell’acquisto online sul telefonino, in una sorta di biglietto augurale elettronico. La seconda ha sviluppato video acquistabili ovvero che permettono di acquistare un prodotto che si vede in un video, cliccandoci direttamente sopra.

Ma FiloBlu non si ferma qui. L’azienda di Santa Maria di Sala ha obiettivi che vanno ben oltre i confini europei con progetti ambizioni che porteranno la company a internazionalizzarsi e ad aprirsi verso mercati inesplorati.

 

Il rapporto di VMEngine con FiloBlu inizia con il noto marchio di abbigliamento Philipp Plein. Occorreva una risoluzione per le problematiche che si stavano ripetendo sull’infrastruttura esistente.

 

VMEngine ha proposto a FiloBlu una soluzione che garantisse affidabilità e scalabilità a tutti gli importanti brand gestiti. Tale soluzione è legata alla costruzione di infrastrutture separate in modo da differenziare le esigenze dei singoli progetti fornendo anche la possibilità di poter stimare i costi di consumo di ciascun cliente.

 

THE PROBLEM

Il rapporto di VMEngine con FiloBlu inizia con il noto marchio di abbigliamento Philipp Plein. Occorreva una risoluzione per le problematiche che si stavano ripetendo sull’infrastruttura esistente. Da quel momento Filoblu ha sentito forte l’esigenza di passare tutti gli attuali clienti e i nuovi che stavano arrivando su infrastrutture in Amazon Web Services.

THE SOLUTION: WHY VMEngine?

VMEngine, l’unica azienda del sud Italia che si occupa di Cloud Computing nonché partner consulting Amazon Web Services, ha proposto a FiloBlu una soluzione che garantisse affidabilità e scalabilità a tutti gli importanti brand gestiti. Tale soluzione è legata alla costruzione di infrastrutture separate in modo da differenziare le esigenze dei singoli progetti fornendo anche la possibilità di poter stimare i costi di consumo di ciascun cliente.

 

Le due company lavorano in sinergia. I Cloud Architect e i Sysops Administrators di VMEngine lavorano continuamente a stretto contatto con gli sviluppatori di FiloBlu per migliorare le prestazioni e l’affidabilità delle soluzioni. A tal proposito le due aziende condividono degli studi compilati a più mani ogni qualvolta qualche accorgimento risulta migliorativo, in modo da applicarlo a tutte le infrastrutture.

 

Per i diversi progetti che vedono VMEngine impegnata con FiloBlu sono stati usati molti servizi di AWS. Le soluzioni coprono infrastrutture IaaS molto più sistemistiche e soluzioni più all’avanguardia di tipo PaaS con OpsWorks e CodeDeploy.

 

La CDN di CloudFront è massicciamente usata in tutti i progetti, cosi come l’ElastiCache Redis

 

The benefits

La scelta proposta e applicata a FiloBlu garantisce economicità, elasticità, sicurezza, affidabilità, performance e scalabilità, godendo dei classici vantaggi del Cloud Computing e della robustezza di un Cloud Provider come Amazon Web Services.

Perché avete scelto il Cloud?

“Un risparmio mensile del 65% e la scalabilità automatica – dichiara Aldobrandino Allodi, CTO di FiloBlu – sono i proincipali benefit che la nostra azienda riceve dalla collaborazione con il team di VMEngine. In momenti di picco, – continua Allodi – come i Black Friday o l’inizio dei saldi, la scalabilità automatica è un requisito fondamentale, ci aiuta a evitare l’intervento del personale tecnico risparmiando tempo e denaro”.

Risparmio e scalabilità, connubio perfetto.

Dino Allodi

CTO, FiloBlu srl

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