Sono indispensabili l’uno per l’altro. No, non stiamo parlando di Renzo e Lucia, Romeo e Giulietta, Dante e Beatrice. Nel mondo della tecnologia esiste un binomio perfetto: e-Commerce e Cloud Computing. Non c’è e-shop di successo al mondo che non abbia adottato il Cloud non solo come tecnologia ma anche e soprattutto come modello di business vincente. Perché? E’ semplice, e – Commerce e Cloud soddisfano le stesse esigenze ma in modi diversi. Da un lato i negozi online delocalizzano la vendita di beni e servizi mentre dall’altro il Cloud Computing rende flessibili e inesauribili le risorse computazionali e di storage. In poche parole, sono complementari.

Dopo aver accennato quanto il mercato dell’e-commerce rappresenti un’opportunità di crescita per le aziende spiegheremo perché il Cloud Computing è indispensabile allo sviluppo del business dell’impresa. 

  1. Innanzitutto scalabilità La scalabilità è il requisito fondamentale di un’architettura Cloud. Perché? L’elasticità nell’adattarsi ai picchi di traffico più intensi per poi dismettere risorse nei periodi di minor visibilità consente ai negozi online di soddisfare le richieste dell’utente. In sostanza una quantità maggiore o minore di potenza di calcolo, risorse di archiviazione e larghezza di banda, proprio quando è necessario. Per farla semplice, è come gonfiare un palloncino: se è necessario allargare la sua circonferenza soffierò di più, farò fuoruscire l’aria in eccesso se avrò bisogno di diminuirne la grandezza.
  2. Risparmiare si può. Il Cloud Computing conviene. Hardware, software, energia elettrica, manutenzione: sono tutte spese alle quali direte addio. Con l’adozione di architetture Cloud potrete depennare dalle vostre note spesa i costi associati all’acquisto di hardware e software e alla configurazione e gestione di data center locali, elettricità 24 ore su 24 per alimentazione e raffreddamento e soprattutto esperti IT per la gestione dell’infrastruttura.
  3. In una botte di ferro. La sicurezza è un tema cruciale. Al di là delle solita banale domanda trita e ritrita su “dove vengono memorizzati i miei dati?, siamo sicuri che qualcuno non li rubi?“, bisogna concentrarsi sulla sicurezza ai fini del funzionamento. Già, funzionamento è sinonimo di sicurezza. Ragionando con la testa di un imprenditore: un e-commerce è a tutti gli effetti un negozio solo che la sua vetrina non ha l’affaccio in via XXX o su piazza YYY, si affaccia sul mondo e non può permettersi di rimanere abbassata. Per fare un altro paragone: come nel negozio di via XXX è necessario che i commessi siano veloci ed efficienti cosicché i clienti non si stufino di aspettare troppo, allo stesso modo un e-commerce deve dare al cliente quello che vuole e lo deve fare subito. O ancora. Nel mio negozio di piazza YYY potrebbe, per esempio, scoppiare un incendio. A quel punto rischierei di ridurre in cenere i miei prodotti ma, in quel caso, ho stipulato un’assicurazione che mi mette al riparo dalle “sciagure”. Cosa succederebbe se scoppiasse un “incendio” nel mio e-shop? Nulla. Sì, nulla. Con un piano di Disaster Recovery sarà garantito il recupero immediato dei dati e la continuità dei servizi. Solo così la vostra vetrina sul mondo non dovrà temere impedimenti.

Ora, invece, proviamo a capire quanto il commercio elettronico sia indispensabili per le aziende, grandi o piccole che siano. Faremo questo al netto di qualche numero.  L’e-commerce B2C è uno dei settori che sta registrando una crescita continua ed esponenziale nel panorama economico mondiale.

Stando al rapporto sull’e-commerce 2017 di Casaleggio Associati:

Il valore del mercato e-commerce al dettaglio a livello mondiale è stimato in 1.915 miliardi di dollari nel 2016, oltre 200 miliardi di dollari in più del 2015, e pari all’8,7% del totale del mercato di vendita al dettaglio (7,4% nel 2015). Mentre il ritmo di crescita per le vendite al dettaglio è complessivamente in calo, la quota digitale continua a espandersi rapidamente, con un tasso di crescita del 23,7% nel 2016. Le vendite e-commerce raggiungeranno i 4.058 miliardi di dollari nel 2020, arrivando a coprire il 14,6% del totale della spesa nell’anno.
I due Paesi che dominano la classifica mondiale continuano ad essere Cina e Stati Uniti. La Cina occupa la prima posizione, con un fatturato delle vendite online stimato in 899,09 miliardi di dollari nel 2016, quasi la metà (46%) del mercato globale, guidato dalle filiali del gruppo Alibaba: Taobao, Alibaba.com, Tmall e altri. Gli Stati Uniti mantengono il secondo posto con un fatturato stimato in 423,34 miliardi di dollari nel 2016 e una crescita del 15,6% rispetto al 2015. Guidato dai giganti dell’e-commerce Amazon e eBay, si stima che il Paese continuerà a crescere a due cifre fino al 2020, grazie a un aumento della spesa da parte degli acquirenti digitali esistenti, l’espansione dell’e-commerce in vari settori tra cui quello alimentare e l’aumento delle vendite mobile”.

A dimostrazione di questa impennata c’è il successo di piattaforme open source come Magento o Prestashop che danno l’opportunità di customizzare il proprio negozio sul web. O ancora, il Netcomm, il consorzio del commercio elettronico in Italia, che ha lo scopo di stimolare lo shopping online non solo in Italia ma soprattutto in Europa. Ne è un esempio il Crazy Web Shopping che, sulla scia di eventi internazionali come Black Friday, Cyber Monday o Single Day, ha dato vita alla notte bianca dello shopping online. Si tratta di un evento semestrale della durata di 30 ore che dà l’opportunità ai “naviganti” di comprare su internet a prezzi scontati.

Tutto questo per dimostrare che il matrimonio tra e-Commerce e Cloud Computing s’ha da fare, è un matrimonio d’amore e durerà per sempre. Contattaci al più presto se lo vuoi celebrare e (fidati) sarà duraturo.

 

 

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